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Formula 1 | GP Gran Bretagna 2018, Hamilton: “Sono sicuro che avrei potuto vincere”

Il pilota della Mercedes, giunto secondo alla fine del Gran Premio, è convinto che se non ci fosse stato il contatto con Kimi Raikkonen, la gara sarebbe potuta finire diversamente

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È stata decisamente una domenica difficile per Lewis Hamilton: dopo una partenza deludente e il contatto con Kimi Raikkonen, il pilota della Mercedes è stato costretto a una grande rimonta, che lo ha portato sul podio in seconda posizione.

Sorpasso dopo sorpasso, Hamilton ha tirato fuori il meglio di sé e della monoposto, anche se si è detto consapevole di non aver avuto lo stesso passo gara della Ferrari nelle battute finali del Gran Premio.

“Sono grato del fatto che la macchina fosse a posto dopo l’incidente in curva 3, in modo da poter continuare la gara. Ero ultimo in quel momento, ma continuo a credere che avrei potuto vincere…e avevo bisogno di crederlo per arrivare dove sono arrivato”.

 Una gara, quella di Hamilton, compromessa non soltanto dal contatto iniziale, ma anche da una strategia di squadra che sembra aver avuto qualche punto critico proprio durante gli ultimi giri.

Il pilota inglese si è detto d’accordo con la strategia decisa dal team di non farlo rientrare durante il regime di Safety Car: secondo la sua opinione, quel pit stop avrebbe compromesso ulteriormente la sua gara e certamente non gli avrebbe permesso di conquistare la seconda posizione.

A rendere la pillola meno amara, tuttavia, ci hanno pensato i numerosi fan accorsi sulla pista di Silverstone per sostenere il proprio idolo: tifosi a cui Hamilton ha rivolto un pensiero durante tutto l’arco del weekend, grazie all’estremo supporto dimostrato nonostante le difficoltà.

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Anna Vialetto

Mi chiamo Anna, ho 25 anni, laureata in Comunicazione e attualmente studentessa in Web Marketing & Digital Communication. Sono una ragazza determinata e testarda, con la passione per lo scrivere, i libri e gli anime. La passione per la Formula 1 è iniziata circa durante gli ultimi anni dell’era Schumacher in Ferrari e, da quel momento, non mi ha più abbandonata. Il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo, la velocità sono tutti elementi che mi tengono incollata allo schermo e mi fanno venire la pelle d’oca. Il team a cui sono legata è Ferrari, con cui condivido gioie, dolori, rabbia, quasi come se vivessi in prima persona l’esperienza del Gran Premio: nonostante tutto, le emozioni che la scuderia e la Formula 1 riescono a regalarmi, sono qualcosa che è difficile spiegare a parole.

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