Formula 1, che fine ha fatto Marco Mattiacci?

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È durato appena sette mesi il regno di Marco Mattiacci in Ferrari, un tempo che non è passato inosservato a causa delle numerose rivoluzioni interne che hanno colpito da molto vicino il Cavallino Rampante. Fin dall’inizio della sua avventura in Rosso, quella di Fernando Alonso ha preso le sembianze di un’ombra persecutrice, fino ad innalzare Sebastian Vettel a barlume di speranza futura. Il romano, che verrà ricordato più per quello che ha messo alla porta l’iberico, ha però fatto un bel regalo al Cavallino Rampante: prima di lasciare gli ormeggi ha portato a Maranello Sebastian Vettel, un lavoro ampiamente portato avanti dal suo predecessore, Stefano Domenicali.

Dando una breve occhiata all’organigramma 2015 della Ferrari, il nome di Marco Mattiacci non è presente. Alzi la mano chi pensava che, una volta chiusa la sua avventura in Formula 1, sarebbe ritornato a occupare il ruolo di Chief Executive per il mercato Ferrari del Nord America. Niente di tutto questo. Appena un anno fa, il 44enne abbracciava la chiamata come Team Principal del Cavallino Rampante, per prendere il posto del dimissionario Stefano Domenicali. Mattiacci, si è trovato fuori dall’azienda dopo 15 anni di onorato servizio, un licenziamento repentino e drastico.

In base alle ultime indiscrezioni che provengono dal quotidiano spagnolo, El Pais, di Mattiacci non c’è nemmeno più traccia nel gruppo Fiat Chrysler, tanto che lo stesso manager 44enne sarebbe stato visto a Milano proprio pochissimi giorni fa. Lo aveva detto a Turrini: «Quello che non ti uccide, ti fortifica», e Marco Mattiacci ci sta riprovando a mettersi in gioco. Secondo alcuni rumors, l’ex Team Principal della Ferrari starebbe preparando il ritorno negli States, con più precisione a New York, dove dovrebbe cominciare a lavorare per una società collegata all’emisfero dell’entertainment, che non ha punti di unione col Motorsport.

Eleonora Ottonello
@lapisinha

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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