2018Formula 1

Formula 1 | Andrea Stella:” Michael Schumacher è il migliore, Fernando Alonso non ha punti deboli”

Andrea Stella ha confrontato due tra i piloti più forti di sempre con i quali ha lavorato in passato: Fernando Alonso e Michael Schumacher

Nella settimana del Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione ed anche l’ultima gara di Fernando Alonso in Formula 1, Andrea Stella, attuale capo degli ingegneri di pista McLaren, ha rilasciato un’intervista alla BBC nella quale mette a confronto due dei più grandi piloti della storia: proprio Fernando Alonso e Michael Schumacher.

Andrea Stella è stato dal 2002 fino alla fine della carriera di Schumacher in Ferrari (2006) veicolista della vettura del 7 volte campione del mondo, mentre dal 2010 al 2014 è stato ingegnere di pista di Alonso. Avendo avuto la possibilità di lavorare con entrambi i piloti, ne sottolinea le qualità, i punti di forza e li definisce molto diversi tra loro.

L’ingegnere italiano parla delle qualità che caratterizzano Fernando Alonso: l’impegno e la dedizione al lavoro. “Una delle sue più grandi qualità è l’essere molto completo e volersi sempre migliorare: soffre nel trovare una sua debolezza in termini di guida e abilità al volante, e lavora per colmare queste lacune. Ha una preparazione tecnica incredibile, una capacità fuori dal comune di affrontare varie situazioni ed è intelligente: capisce le situazioni, è difficile trovare dei suoi veri punti deboli“.

Andrea Stella descrive poi quello che secondo lui in alcuni frangenti della carriera di Fernando Alonso è stato un punto debole: voler essere il migliore.   “È difficile per Fernando accettare di essere più lento di qualcuno, è un qualcosa che non è nella sua natura, e che potrebbe aver creato problemi quando non era abbastanza maturo per gestire questo aspetto fondamentale della sua personalità“.
Per volgere a tuo favore questa caratteristica, secondo Andrea Stella, c’è bisogno di un ambiente solido, che ti aiuti a convivere al meglio con questo aspetto: quell’ambiente che aveva Michael Schumacher. “Per gestire questa caratteristica interna, devi svilupparti come un uomo e hai bisogno anche di persone nel tuo ambiente per aiutarti ad assorbire questo problema. Ho visto questo in Michael: ha avuto un ambiente solido e la sua squadra lo ha aiutato a convivere con la sua ambizione per essere il migliore“.

Il capo degli ingegneri McLaren passa così al confronto dal punto di vista tecnico dei due campioni, definendo Schumacher come il migliore ed Alonso come un “circolo perfetto” senza punti deboli. “Penso che Michael sia stato il migliore sotto certi aspetti, ma per altri era inferiore a Fernando. Micheal è definibile come una stella, mentre Fernando come un circolo perfetto“.
Stella definisce Schumacher come un pilota all’attacco, sempre alla ricerca del limite, mentre Alonso lo descrive come un pilota bravo ad arrivare al limite. Stella racconta un esempio della guida al limite di Schumacher: “Michael aveva un’abilità pazzesca nel guidare con sovrasterzo, spingendosi al limite già in prova. Quando arrivavano però le qualifiche a la gara, se avesse spinto anche quell’1% in più avrebbe avuto problemi di troppo sovrasterzo che lo avrebbe messo in difficoltà“.

Andrea Stella analizza anche le differenze che ci sono tra Alonso e Schumacher nell’approccio con i propri ingegneri ed il tipo di dialogo che c’è. “Con Schumacher gli ingegneri hanno avuto un ruolo fondamentale, limitandolo quando serviva, dicendogli di aver bisogno più dell’auto che del pilota. Con Alonso era diverso perché sapeva fin dove poteva spingere la sua vettura e capiva cosa faceva bene all’auto e cosa no“.
Per quanto riguarda il modo di lavorare con gli ingegneri, l’italiano descrive cosi i due piloti:” Michael era molto dialettico e loquace quando c’era da parlare della vettura, mentre Fernando era molto conciso: con le prime tre parole aveva detto quasi tutto ciò che pensava“.

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Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.

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