Curiosità dalla F1

Formula 1 2015, Niki Lauda a ruota libera: «Non mi fa paura la competizione»

Niki Lauda l’ex 3 volte campione del Mondo di Formula 1 (1975, 1977 e 1984, con Ferrari e McLaren), è dal 2012 nel team Mercedes, in qualità di Presidente non esecutivo, una qualifica che gli è stata data forse per non causare problemi altrui all’interno della squadra, anche se poi alla fine comanda lui.

L’ex pilota e di Formula 1, in questi giorni è stato intervistato da “Autosprint”, che gli ha chiesto un’analisi, un parere sulla stagione 2015, in cui la Mercedes è stata la protagonista in assoluto, vincendo per il secondo anno consecutivo il titolo iridato costruttori, e permettendo a Lewis Hamilton di aggiudicarsi il terzo titolo mondiale piloti, vincendo la maggior parte dei Gran Premi fin qui disputati. E così Niki, ha dato un suo giudizio a livello tecnico, sportivo anche sui piloti Nico Rosberg e Lewis Hamilton, parlando anche della loro rivalità, ormai sempre più accesa.

Alla prima domanda in cui gli viene chiesto se si poteva immaginare quando è diventato co-proprietario delle Frecce d’Argento, che sarebbero arrivati 2 titoli iridati costruttori (2014 e 2015), Niki risponde così: «No, considerato che al mio primo anno (2012), avevamo concluso al 5° posto. Nel corso del tempo ci siamo riorganizzati perfettamente, come un puzzle dove tutti i tasselli devono combaciare. Non è stato facile, trovare persone competenti e motivati. Ma insieme a Toto Wolff e  Paddy Lowe, siamo riusciti ad organizzare il team in modo perfetto, non posso lamentarmi di nulla».

Poi, gli è stato chiesto se con l’inizio della Formula Hybrid, e quindi con l’entrata delle Power Unit nel 2014, la Mercedes non abbia avuto difficoltà, dato che sia nel 2014 e nel 2015, hanno vinto e dominato in molte gare, a discapito di Red Bull e Ferrari (che nel 2014 e 2015 hanno collezionato 3 vittorie in 3 Gp ciascuno). «Invece no, è stato molto complesso. Nel 2014 si poteva pensare che fosse stato facile, visto il vantaggio accumulato in termini di punti. Avevamo il motore e il telaio migliore. Quest’anno, per fare meglio della Ferrari, abbiamo dovuto  fare enormi progressi, soprattutto da quando a Monza, il Cavallino Rampante ha fatto debuttare il loro motore evoluto, riprendendoci a livello di potenza ed efficienza della Power Unit. I 20 cv che avevamo in più di loro sono spariti. Ora siamo allo stesso livello di potenza, lo sappiamo con esattezza dai riferimenti che abbiamo. Invece come telaio, la Mercedes è ancora superiore. Ma questo quadro, è destinato ancora a cambiare nel 2016, in quanto in F1 è difficile che un team riesca ad estendere la propria superiorità tecnica per molto tempo. Gli altri possono riprenderci. Quando sei quasi al top delle performance consentita dal regolamento tecnico, è difficile fare grossi progressi. Che invece sono alla portata di chi oggi ci insegue», ha ribadito Niki.

A proposito della Ferrari e dei progressi fatti in questa stagione, all’ex pilota della Rossa (1974-1975-1976-1977), gli viene chiesto se in Mercedes fossero pentiti di aver concesso la possibilità di usare i gettoni di sviluppo durante la stagione invece che entro il 28 febbraio, come da regolamento . «No, non lo siamo, anche se è vero che la Mercedes è stata l’unica a comportarsi così. E non capita di frequente che un team dia la possibilità agli altri di farsi raggiungere, modificando il regolamento. Poi, le regole erano state scritte in modo stupido, come per esempio, non dare molti gettoni di sviluppo alla Honda, che ha esordito con la Power Unit al secondo anno. È ridicolo, le regole sono sbagliate. Alla fine del 2014, la Ferrari ha avviato un consistente programma di sviluppo sulla Power Unit, noi siamo stati favorevoli ad una revisione delle regole. Sono felice per loro anche se in realtà non dovremmo esserlo. Perché la Mercedes è più soddisfatta se vince in un contesto dove ci sia più competizione. Non ci interessa vincere con furbate regolamentari o politiche. Perché se le regole non consentono una competizione aperta, poi un team finisce per impigrirsi. In tutta la mia vita, non ho mai temuto la competizione. Sono nato con questo spirito. Se le regole sono scritte male, occorre cambiarle, così che anche gli altri abbiano le nostre stesse possibilità».

Poi, un commento sul Gp di Montecarlo 2015, considerato uno dei momenti più difficili, vissuti dalle Frecce d’Argento, nonostante la vittoria ottenuta, grazie a Nico Rosberg. «Dopo quella gara, io, Wolff e Lowe, abbiamo fatto una profonda analisi di ciò che è successo.  Abbiamo visto i dati in possesso agli ingegneri che sono dietro ad ogni decisione ed azione presa; quei dati a Montecarlo ci hanno fregato. A Monaco, nonostante una gomma forata, è difficile che subisci sorpassi negli ultimi giri. Hamilton poteva fare anche 3 giri con una gomma forata, avrebbe potuto vincere lo stesso. Lewis, ha chiesto via radio se non fosse meglio rientrare per il cambio gomme e dai box lo hanno consentito, facendogli fare il pit stop. Non doveva succedere. Tutti seguono i dati, le simulazioni, la telemetria, ma alla fine tutte queste informazioni non ti aiutano a prendere le decisioni. Sono informazioni importanti, ma alla fine conta di più l’uso del cervello», ha così detto l’ex pilota Austriaco.

Infine, un parere sulla rivalità tra i due piloti della Mercedes, Rosberg e Hamilton, nata nel 2014 e proseguita anche quest’anno: «Dal primo giorno ho detto che nel team non volevo ordini di squadra, non volevo un pilota numero 1 e un pilota numero 2. Ho sempre odiato queste cose. L’unica volta che siamo intervenuti è stato al Gp del Belgio, a Spa nel 2014. Rosberg e Hamilton sono la miglior coppia di piloti in F1, in quanto tra loro c’è molta rivalità, spirito competitivo e ognuno spinge l’altro. Quest’anno Hamilton è migliorato moltissimo come approccio alla gara, come gestione di tutti i parametri tecnici. Anche Rosberg lo ha fatto, lo notiamo dai dati, anche se in forma minore rispetto a Lewis. Per questo motivo il gap tra loro è aumentato. Ho avuto il modo di trascorrere molto tempo con Nico, aiutandolo a mantenere alto il suo spirito combattivo, a non arrendersi. Lewis in qualifica si può rivelare più lento di 3 decimi, ma poi in gara… bang. Trova sempre il momento giusto e non sbaglia mai. Sui duelli ruota a ruota tra i due, spesso Rosberg non si trova nella posizione giusta, meno favorevole, nel momento sbagliato. Nico deve riflettere sul fatto che alla prima curva, Hamilton si trovi sempre in una traiettoria migliore della sua»…

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. I suoi protagonisti: piloti, monoposto, team mi hanno letteralmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari un lavoro.

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