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Ferrari, le novità portate dal Cavallino Rampante a Montréal e non solo in pista…

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Dopo la tradizionale pausa tra un Gran Premio e l’altro, le Formula 1 sono tornate a ronzare. Il Circus, questa volta si è spostato a Montréal per correre il Gran Premio del Canada e tra tutte le monoposto, la Ferrari era la più attesa. Il Cavallino Rampante aveva annunciato che in Canada avrebbe portato un importante pacchetto di aggiornamenti e la promessa è stata mantenuta. Se durante la prima sessione di libere è balzata subito all’occhio una particolare soluzione adottata per l’alettone posteriore col ritorno del doppio pilone di sostegno, le novità più evidenti si sono viste sul cofano motore, più basso e allungato verso l’area di uscita dello scarico che consente di sfogare il calore proveniente dalla Power Unit, un po’ come ha fatto la Mercedes. Sostanzialmente cambiata è anche la parte centrale del cofano dove è sparito lo sfogo centrale, sostituito da una pinna.

Cambiamenti anche per quanto riguarda i deviatori di flusso a ponte lungo i bordi delle pance marcati particolarmente nella sezione verticale dove si può notare un punto d’attacco che punta verso l’abitacolo dove subiscono una leggera curvatura verso l’alto. Meno novità, invece, nella parte anteriore della vettura. Se la Ferrari si è particolarmente concentrata sullo sviluppo dei profili posti sul lato interno della paratia dei freni, con una sagomatura differente rispetto alla versione vista a Monaco, il Cavallino Rampante ha mantenuto le ampie prese dei freni anteriori con palpebra arrotondata per aiutare nel raffreddamento e con i mozzi delle ruote anteriori che restano chiusi.

Eppure le novità si spostano anche sul lato delle risorse umane per la Ferrari. Proprio dall’appuntamento di Montréal, l’ingegnere di pista di Kimi Raikkonen, Antonio Spagnolo, sarà affiancato da David Lloyd, ex membro del test team di Maranello, che avrà il compito di velocizzare e migliorare la comunicazione con i box tra pilota e ingegnere dopo che il finlandese si è lamentato delle difficoltà di interazione proprio con i suoi uomini.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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