Formula 1

Ferrari a secco di titoli da troppo tempo. Cosa serve a Maranello?

Anni duri per la Ferrari. L’ultimo mondiale piloti della Ferrari risale al 2007 quando Kimi Raikkonen conquistò il titolo al primo colpo, con sei successi durante la stagione (Australia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Cina, Brasile). Nello stesso anno il Cavallino Rampante riuscì a portarsi a casa il campionato costruttori, anche grazie alle vittorie di Felipe Massa (Bahrein, Spagna e Turchia). Poi un mondiale sfiorato, perso per un pelo, nel 2008 e poche altre soddisfazioni.
Sono sei lunghi anni di fila che la Ferrari non riesce a portasi a casa uno di quei titoli che servono, quasi come se la partenza di Jean Todt, avesse lasciato un vuoto incolmabile nel management di Maranello. Dopo un 2009 dal basso profilo, l’arrivo di Fernando Alonso ha migliorato la situazione ma non ha ancora portato nulla di concreto: cinque successi nel 2010 (Bahrein, Germania, Italia, Singapore, Corea del Sud), uno nel 2011 (Gran Bretagna), tre nel 2012 (Malesia, Europa e Germania) e due nel 2013 (Cina e Spagna), ma manca ancora quel mondiale.

Il 2014 sarà fondamentale, per lo spagnolo, per la Ferrari e per il futuro di Stefano Domenicali. Montezemolo non ha dato alternative, si deve vincere, non sarà accettato nessun altro risultato se non un primo posto. Se dopo l’ennesimo anno di buio, nel caso le cose dovessero continuare a non funzionare, l’asturiano potrebbe decidere di cambiare squadra, in bilico ci sarebbe anche la posizione di Domenicali, che gli appassionati vorrebbero fuori dal Cavallino Rampante già da almeno oltre un anno. Non si può andare avanti insinuando di perdere perché gli altri barino. Come è successo nell’era Rossa di Schumacher, Sebastian Vettel e la Red Bull hanno creato un binomio perfetto e praticamente imbattibile, una monoposto che sembra un’astronave che monta un propulsore Renault, con una ventina di cavalli di potenza in meno di Ferrari e Mercedes.

E un cambio di filosofia si è già sentito: James Allison, inglese ed ex Lotus, sarà il nuovo direttore tecnico, il posto che fino alla fine del 2013 è stato di Pat Fry, che conseguentemente svolgerà il ruolo di responsabile dello sviluppo della vettura. Un ridimensionamento per Fry che, con la progettazione della vettura sempre destinata a Nicolas Tombazis, concentrato sul lavoro nella struttura dopo l’arrivo a settembre di Allison, coordinerà l’attività in pista lasciando la fase di progetto e sviluppo della macchina completamente nelle mani dell’ex Lotus. Soprattutto in Italia, i riflettori sono sempre puntati sulla Ferrari. Nonostante la Red Bull parta da favorita alla corsa mondiale, la verità potrebbe già venire a galla dal prossimo 28 gennaio, quando i motori di Formula 1 romberanno a Jerez per il primo giorno di test del campionato 2014.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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