Formula 1Interviste

F1World incontra … il poliedrico Edoardo Mortara

Il pilota svizzero naturalizzato italiano, la cui peculiarità è quella di saper disputare in concomitanza varie categorie del Motorsport, si è raccontato a 360°

Il protagonista del quarto appuntamento  con “F1World incontra” è Edoardo Mortara. Ex campione della F3 Euro Series, ora è impegnato nel campionato di Formula E. Nel 2006 è stato il miglior debuttante della Formula Renault Italiana. Il pilota svizzero naturalizzato italiano, la cui peculiarità è quella di saper disputare in concomitanza varie categorie del Motorsport, si è raccontato a 360°.

In che modo e a che età ti sei avvicinato ai motori?

“I miei zii gareggiavano nei rally in Francia e anche mio padre, quando era più giovane ha corso in tale disciplina. Diciamo quindi che c’erano già degli appassionati del Motorsport in famiglia. Grazie a loro, sono salito su un go-kart con mio fratello, quando avevo 7/8 anni. All’inizio era solo per puro divertimento, ma poi mi sono appassionato. Le prime gare a livello nazionale ho iniziato a disputarle in Italia. Grazie ai risultati ottenuti ho effettuato anche le prime gare internazionali, e poi ho continuato così”.

In carriera hai dimostrato di avere un feeling particolare con il tracciato di Macao, ci puoi dire di più in merito?

“Sono sempre stato super contento di andare a Macao. E’ un circuito molto particolare, molto old school, e ci vuole tanto coraggio per andare forte lì. Non è ammesso commettere errori, perciò essere precisi è fondamentale. Occorre saper andare vicino ai muri, senza però toccarli. Negli ultimi 10/15 anni ho corso tantissimo lì e ho ottenuto buoni risultati. Sono sempre tornato con piacere a Macao, perché ho sempre adorato ciò che c’è intorno: dagli alberghi, al Casinò, ai ristoranti, insomma tutto. L’anno scorso è stato il mio ultimo anno su quel circuito, perché vista la pericolosità, ho preso tale decisione insieme a mia moglie e alla mia famiglia”.

DESTREGGIARSI IN VARIE CATEGORIE E GLI ANNI IN FORMULA E

Hai gareggiato in diverse categorie, come le due ruote scoperte, ma la parte centrale della tua carriera l’hai trascorsa pilotando vetture turismo nel DTM. Cosa preferisci guidare, monoposto di Formula o vetture a ruote coperte?

“Ho trascorso quasi 10 anni in DTM dal 2011 al 2018. Ho gareggiato inizialmente con l’Audi, poi con Mercedes. Diciamo che a livello di sensazioni, le vetture di DTM sono molto simili alle monoposto di Formula, anche se non sembra così. Esteticamente forse sembrano delle vetture normali, ma in realtà non lo sono. Avevamo tanto carico aerodinamico, lo stile di guida molto simile, ed era veramente figo pilotare tali vetture. Vi era un elevato sviluppo da parte delle case costruttrici e inoltre potevamo testare molto le macchine. Ciò accadde soprattutto durante i primi anni, quando arrivai nel 2011, poi un po’ meno. Comunque mi è sempre piaciuto gareggiare in tale campionato”.

Nel 2018 sei stato impegnato sia in Formula E che nel DTM, ci puoi raccontare, nel caso, com’è cambiata la tua preparazione sia a livello fisico che mentale?

“Veramente nel 2018, anzi 2017 ho disputato GT, DTM e Formula E. Praticamente ero via tutti i weekend, guidavo vetture differenti e inizialmente ho fatto molta fatica. Infatti così non è facile essere subito competitivo, perché si ha bisogno di tempo per adattarsi. Poi ho capito come fare e mi sono divertito tantissimo. Sicuramente ciò richiedeva un notevole sforzo sia a livello fisico che mentale. Quando devi disputare tantissimi weekend di gara si conclude l’anno con una stanchezza indescrivibile. Infatti ho fatto ciò solo per un paio d’anni e poi ho smesso, perché a livello mentale era super stressante”.

Puoi farci un bilancio della tua esperienza in Formula E?

“Ho disputato metà anno nel 2017/2018 durante la quarta stagione della Formula E, poi tutto l’anno della quinta
stagione e ho iniziato la sesta stagione. Quindi da diversi anni guido in tale categoria. Non avevo effettuato molti  test, quindi la mia esperienza si limita a quegli anni lì. La formula E è una categoria particolare, in cui devi saper adattare il tuo stile di guida. In qualifica devi spingere come in tutte le altre categorie, senza risparmiare energia. Invece in gara è tutto diverso, quindi ciò ti porta a gareggiare in modo differente ogni volta che sali in macchina.
Si può dire che questa è un po’ la peculiarità di questa categoria”.

Dalla scorsa stagione Felipe Massa è il tuo compagno di squadra. Com’è il vostro rapporto? Cos’hai imparato da lui?

“Sono ormai due anni che con Felipe siamo compagni di squadra. Abbiamo un bel rapporto, ci capiamo bene. E’ un grande pilota, lo ha dimostrato in Formula 1 e abbiamo uno stile di guida abbastanza simile. Ciò probabilmente ci permette di sviluppare meglio la nostra monoposto. La pensiamo allo stesso modo per quel che riguarda il set up o cose così, perciò sono felice di averlo come compagno di squadra. Inoltre Felipe ha molta esperienza, perciò mi dà preziosi consigli su alcune cose. In pratica ci aiutiamo a vicenda”.

 

 
 
 
 
 
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Thursday , 1rst game of the FE Football table league ! We need to work on a better strategy ! @jeanericvergne @afelixdacosta @massafelipe19 @fiaformulae

Un post condiviso da Edoardo Mortara (@edomortara) in data: 14 Feb 2020 alle ore 12:58 PST

L’ESORDIO IN FORMULA 1

Nel 2012 hai esordito in Formula 1 a bordo di una Lotus. Puoi raccontarci le sensazioni che hai provato quel giorno?

“Quell’anno arrivavo da una stagione positiva in DTM. Avevo comunque lavorato tantissimo al simulatore di Formula 1, sia per il team Lotus che per altri team, quindi più o meno sapevo cosa aspettarmi. E’  stato un giorno davvero bello e un’ esperienza memorabile. Mi ricordo ancora com’è andata e sono felice di avere avuto l’opportunità di guidare una Formula 1 nella mia carriera”.

Dopo il test sulla Lotus, c’è stata una chance per approdare nel Circus?

“Eh, non credo proprio, perché anche prima dei test con la Lotus ad Abu Dhabi, la mia situazione era abbastanza chiara. Il team mi aveva dato l’opportunità di guidare la monoposto, per effettuare un confronto con quella che pilotavamo al simulatore. Seppur sia andato bene, non sarebbe cambiato nulla, perché la line up principale, composta da Grosjean e Raikkonen era stata confermata. Forse è stato un peccato, ma sono comunque contento della carriera che ho avuto, quindi va bene così”.

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