Formula 1Regolamento

Budget Cap: possibile accordo tra Red Bull e FIA?

Dopo dieci giorni da quel documento emesso dalla FIA, la federazione ha proposto alla Red Bull un accordo per chiudere la questione

È ancora aperta la questione Budget Cap, ma la FIA è disposta a proporre alla Red Bull un accordo per giungere a una soluzione definitiva

È di ieri la notizia che la FIA intende chiudere definitivamente la questione Budget Cap proponendo alla Red Bull un accordo tra le parti. Come sappiamo, la faccenda è rimasta in stallo dopo il GP del Giappone, quando la federazione ha emesso un documento nel quale attribuiva al team di Milton Keynes l’effettiva violazione del tetto di spesa, ma ritenendo che tale infrazione rientrasse nel caso ‘minor’, quindi violazione del solo 5%. Adesso, dopo quasi due settimane, la FIA fa un nuovo passo avanti.

Anziché proporre un tale accordo, la Federazione potrebbe anche chiamare in causa il Cost Cap International, il che prevederebbe, in caso di colpevolezza, la decurtazione di punti dal mondiale piloti o costruttori. Questo metterebbe sicuramente a rischio il titolo del 2021 e comporterebbe anche la squalifica da un certo numero di gare. Pertanto, il team austriaco ha tutto l’interesse ad accettare questo patteggiamento visto che, così facendo, la pena sarebbe molto più ridotta. Infatti, le sanzioni più probabili sono una limitazione dei test in galleria del vento o una riduzione del Budget Cap per il 2023.

L’altra faccia della medaglia riguarda Christian Horner. Pare che il team principal  non abbia accolto con grande soddisfazione questa possibilità proposta dalla FIA. Un tale atteggiamento risulta alquanto plausibile se si pensa che scendere a patti con la federazione significherebbe ammettere di aver violato il regolamento e dunque macchiare l’immagine e l’orgoglio della squadra. Per altro, significa anche accettare in futuro maggiori misure di controllo.

Il concetto di Budget Cap sarà minato in futuro?

Chiaramente tutto ciò ha delle ripercussioni tra i vari team. Quanto deciso dalla FIA apre infatti una grossa questione sulla possibilità che il concetto di Budget Cap venga minato sin dalle fondamenta. Infatti, adesso gli altri team, visto quanto successo con la Red Bull, potrebbero decidere sfacciatamente di forare il limite di spesa con la consapevolezza di rischiare al massimo una sanzione ‘minor’ due anni dopo. Questa ampia libertà di scelta allarma e non poco. Di fatto quindi questa faccenda può anche rappresentare un’astuta manovra per far decadere questo set di regole.

La risposta della Red Bull non è ancora nota, ma forse verrà chiarita durante una conferenza stampa che potrebbe tenersi oggi. Ci chiediamo però quanto i tifosi siano disposti ancora a sopportare di questa lunga storia che pare non giunga a una fine definitiva. Una storia che si allontana da quella che è la vera essenza della F1 gettando una grossa ombra di scarsa serietà sulla stessa.

 

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

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