Aston Honda

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Honda mette già la parola fine al sogno di Aston

L’avvio della stagione 2026 per Aston Martin Aramco Formula One Team rischia di trasformarsi in un incubo sportivo anziché in un nuovo capitolo di successi. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, il team britannico si trova in piena crisi tecnica legata alla partnership con Honda: i gravi problemi di affidabilità del motore potrebbero addirittura spingerli a ritirare deliberatamente l’auto durante il Gran Premio d’Australia, prima che la gara entri davvero nel vivo.

La potenza ibrida sviluppata da Honda per la nuova AMR26 si è rivelata così instabile nei test pre-stagionali in Bahrain da causare molti più guasti del previsto. In particolare, le vibrazioni anomale del V6 hanno danneggiato la batteria dell’unità motrice, costringendo Aston Martin a interrompere la propria attività in pista per tutelare la sicurezza dei piloti e dello staff.
Ombre che si allungano sul weekend di Melbourne, dove la squadra vorrebbe qualificarsi entro il limite del 107% ma pianifica già un ritiro anticipato della gara per limitare i rischi.

Un team di crisi intercontinentale per risolvere il problema basterà?

Secondo la ricostruzione, Honda ha mobilitato un’unità di crisi e tecnici da Giappone e Silverstone lavorano insieme per trovare un rimedio, ma i tempi sono strettissimi: se non riuscissero a risolvere almeno i problemi più urgenti, Aston Martin partirebbe con un programma drastico e molto ridotto. Il team tecnico di Adrian Newey si trova nella situazione paradossale di dover “salvare” l’affidabilità prima ancora di concentrarsi sulle prestazioni aerodinamiche e di telaio.

“GP2 Engine” di nuovo

Questa fase complicata assume una risonanza particolare se si guarda alla carriera di Fernando Alonso, protagonista nel team insieme a Lance Stroll. Alonso ha vissuto in passato un rapporto difficile con Honda: tra il 2015 e il 2017, durante la sua parentesi con McLaren, la partnership McLaren-Honda fu segnata da continui problemi di affidabilità e prestazioni, con molti ritiri, scarso chilometraggio in gara e frustrazione diffusa tra tifosi e addetti ai lavori. Quell’esperienza spinse Alonso a lasciare McLaren prima del tempo e rimane uno degli episodi più critici della sua carriera.

Ora, più di dieci anni dopo, lo stesso marchio giapponese si ritrova di nuovo al centro di un problema F1 significativo, seppur in una collaborazione molto diversa. Per Alonso, ora 44enne e sempre competitivo, questa stagione poteva rappresentare una chance per lottare per il titolo; invece, l’inizio complicato potrebbe trasformarsi in una battaglia per completare semplicemente i Gran Premi. Gli occhi del Circus saranno puntati su Melbourne per capire se Honda e Aston Martin riusciranno a evitare il peggio e salvare almeno una manciata di giri, o se la crisi si tradurrà in un ritiro forzato, questa domenica.