DichiarazioniFormula 1

Vettel-Ferrari, la loro partnership è arrivata al capolinea?

Secondo Webber il contratto tra il pilota tedesco e la Rossa di Maranello potrebbe sciogliersi prima della fine della stagione

Mark Webber ritiene che la partnership tra Sebastian Vettel e la Ferrari sia ufficialmente finita, specialmente dopo le dichiarazioni rilasciate alla consueta conferenza stampa tenutasi giovedì, inerente al Gran Premio d’Austria

Dopo le ultime domande poste a Mattia Binotto, lo stesso ha affermato che lo stop forzato della Formula 1 causato dal Covid19 ha spinto la squadra a cambiare idea sul futuro della propria line-up. Perciò il contratto del pilota tedesco che era in scadenza è stato totalmente messo in discussione. Sebastian Vettel dopo la prima gara di questa anomala stagione, porta a casa un solo punto. Mark Webber, a tal proposito afferma che la situazione è grave tra le due parti e che il loro contratto potrebbe sciogliersi prima della fine della stagione.

“Il rapporto tra la Ferrari e Vettel è finito. Continuiamo a vedere Sebastian nella Rossa, ma a volte è come se il loro rapporto fosse già finito adesso. Questo sorprende tutti, ma il tedesco ancor di più. Gli hanno comunicato il tutto per telefono, senza neanche parlarne di persona. Evidentemente le cose non stavano andando nel verso giusto e hanno pensato che fosse stato meglio non continuare insieme. Mi chiedo come sia possibile. Non è un contratto di un anno, non si può essere così indifferenti” dichiara Webber al podcast di In the Fast Lane.

IL TEDESCO VUOLE CONTINUARE IN FORMULA 1

Vettel afferma di voler continuare in Formula 1 ma secondo il suo ex compagno di squadra, Webber, si prenderà prenderà un anno sabbatico. Penso che abbia la possibilità di ottenere grandi risultati nel 2022, o forse  giànel 2021. Lo vedremo in Red Bull? Sono del parere che Sebastian debba recuperare l’energia e reinventare se stesso. Penso sia presto parlare del suo ritiro, potremmo parlarne solo quando quel giorno arriverà. Lo vedremo in griglia ancora per un bel po’” conclude Webber.

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