Dichiarazioni Formula 1 Hot Topics Scontro Colapinto-Ocon, si temono possibili minacce 17 Marzo 2026 Giorgia Meneghetti © Haas F1 Team Press Area Al GP Cina, è avvenuto uno scontro tra Franco Colapinto ed Esteban Ocon. Ora si teme una possibile ripercussione da parte dei tifosi argentini A circa metà gara del GP Cina, sul circuito di Shanghai, Esteban Ocon e Franco Colapinto si sono sfidati per il miglior posto tra i primi sei. Nell’azione, il pilota argentino è riuscito a difendersi mantenendo il vantaggio sull’inseguitore e rivale. I due, hanno iniziato il GP Cina con gomme dure, per poi rientrare per i rispettivi pit-stop al giro 31 e 32, iniziando da Esteban Ocon. La sosta, l’ha permesso poi di attaccare Franco Colapinto, rientrato nel giro successivo proprio mentre usciva dalla corsia dei box. Ocon si è subito infilato all’interno, nonostante non ci fosse spazio. Inevitabilmente, tra i due è arrivato lo scontro, finendo in testacoda ed entrambi perdono diverse posizioni. Franco Colapinto, tuttavia è riuscito poi a rimontare fino alla decima posizione, conquistando un punto. Per Esteban Ocon, è andato peggio, dato che è arrivato in penultima posizione dovendo oltretutto scontare una penalità di 10 secondi. Contact between Ocon and Colapinto Here’s the replay of the contact between them at the first corner ⏯️#F1 #ChineseGP pic.twitter.com/4I0hh0TVai — Formula 1 (@F1) March 15, 2026 Esteban: “Azione disperata… colpa mia” A fine gare, il pilota francese è andato immediatamente da Franco Colapinto, per scusarsi e prendersi la colpa dell’incidente. “Ho lottato con Franco per tutta la gara, è quindi ovviamente colpa mia per quell’episodio. Sono stato un po’ troppo ottimista. Eh sì, il gap non c’era,” ha dichiarato Esteban Ocon alla stampa. “È stata un’azione disperata, perché eravamo praticamente quinti e sesti in pista prima dell’ingresso della Safety Car. In termini di posizioni, eravamo lì, e mancava solo un punto da conquistare. E quella, era l’unica chance: provare e superare Franco. O lo prendevo, o niente,” ha poi aggiunto. “Quindi, insomma, mi sono preso quasi tutto il rischio. Ma doveva finire così. Mi sono scusato. Se lo meritava”. “C’era un solo punto in ballo, da prendere. Per me e per lui, oggi ce ne sarebbero dovuti essere molti di più. Sono contento che abbia, conquistato un punto. Ha disputato un’ottima gara,” ha aggiunto il pilota della Haas. VAAAAAAAMOOOOOOSSSSSSS FRANCOOOOO!!! THAT’S HIS FIRST POINT OF THE SEASON pic.twitter.com/Q3cd5vhxVY — BWT Alpine Formula One Team (@AlpineF1Team) March 15, 2026 Si temono le reazioni degli argentini Di tutta risposta, Franco Colapinto ha accettato le scuse: “Non ho visto il replay. Mi ha semplicemente colpito sul posteriore destro, danneggiando la mia vettura”. “È andata così. Si è scusato e va tutto bene, anche se è davvero fastidioso aver perso dei punti per questo motivo,” ha così dichiarato l’argentino. Tuttavia, andare contro Franco Colapinto anche se si tratta di una sfida in pista, si possono incorrere in azioni non proprio positivi, anzi, pericolosi. Si sa, che tra i fans del pilota argentino, non tutti sono privi di magnanimità come il proprio idolo. Lo sa bene Jack Doohan e la sua famiglia, i quali nella passata stagione hanno avuto a che fare con delle vere minacce di morte sui propri profili social, da parte di tifosi argentini. Tutto ciò, a seguito di un falso post con una X sull’incidente di Colapinto, durante le qualifiche a Imola. In quel periodo, Jack Doohan aveva da poco perso il suo sedile in Alpine, per gli scarsi risultati a inizio stagione, sostituito da Colapinto. Mesi più tardi, anche Yuki Tsunoda è stato preso di mira con insulti sui social, dopo un suo commento a riguardo di un’azione di Franco Colapinto, che il giapponese non aveva gradito, per avergli disturbato la gara. Pertanto, ora dopo quanto avvenuto al GP di Cina, tra Franco Colapinto ed Esteban Ocon, il management del pilota argentino, capitanato da Jamie Campbell-Walter, ha preventivamente pubblicato un post su X esortando i tifosi a non prendere di mira Ocon. “Avviso di pubblica utilità. Vi preghiamo di non mandare messaggi di odio o minacce di morte a Esteban, alla sua famiglia o al team Haas. Questo non modificherà l’accaduto e getterà solo una cattiva luce sui tifosi di Franco. Grazie per il continuo sostegno, fatto in maniera positiva e rispettosa,” così recitava il messaggio da parte di Bullet Sports Management. Public Service Announcement: Please do not send hate or death threats to Esteban, his family, or the Haas F1 team. It won’t undo the crash and only reflects poorly on Franco’s fandom. Thank you for keeping the support positive and respectful! — Bullet Sports Management (@BulletSportsMgt) March 15, 2026 Formula 1 contro gli abusi online A riguardo della vicenda, ricordiamo che la Formula 1 da tempo sta prendendo parte alla campagna “Uniti Contro gli Abusi Online” (United Against Online Abuse) lanciata dalla FIA, sul problema sempre più diffuso degli abusi che avvengono in rete. Basti pensare ai cosiddetti leoni da tastiera, che prendono di mira i piloti anche di Formula 1, spingendo molti di loro a chiudere i propri account sui social networks. Erin Bourk della FIA ha così spiegato a PlanetF1.com, a riguardo: “Probabilmente ci sono molte sfide, per un pilota. Ma questo, credo che sia uno dei più urgenti, visto che si sta sempre più diffondendo, e una tipologia di abuso che sta cambiando rapidamente. È di sicuro, una delle principali cause e minacce alla loro carriera“. Infine, l’avvertimento per chi verrà riconosciuto colpevole di minacce online, rischia persino la reclusione: “I procedimenti giudiziari sono uno dei pilastri per qualsiasi risposta. Ci sono state delle condanne per incitamento all’odio e abuso, che vanno da 12 settimane a 20 mesi, fino a quattro anni“. “Ci sono dei precedenti, che possono dimostrare che qualcosa si può fare. Tuttavia, serve necessariamente una collaborazione da parte di tutti i vari attori, affinché il processo segua l’iter in modo corretto,” ha aggiunto in conclusione, Bourk. Tags: 2026, Esteban Ocon, FIA, Franco Colapinto, GP Cina Continue Reading Previous Antonelli: “In Cina ero in modalità autopilota”