Sainz: “Straight Mode usato per coprire altri problemi”

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© Atlassian Williams F1 Team Press Area

Sainz contro la modalità Straight Mode

Carlos Sainz. pilota della Williams, ha dichiarato che la modalità Straight Mode funge da cerotto per una problematica più grande legata alla sicurezza. Questa dichiarazione è arrivata dopo la fine del Gran Premio d’Australia, il primo con il nuovo regolamento in funzione. La power unit e l’aerodinamica attiva sono state tra i principali motivi di polemiche in quest’ultimo periodo. Infatti, Sainz ritiene che quest’ultima funga da espediente per risolvere le criticità riguardo alcuni grandi problemi delle nuove normative.

Il Gran Premio d’Australia è stato definito “sospetto” e “pericoloso” non solo dal pilota spagnolo, ma anche da molti altri piloti. Soffermandosi sui dettagli della situazione, Sainz ha spiegato come la modalità Straight Mode (SM), in particolare nella zona 4 di attivazione sul tracciato di Albert Park, abbia reso le vetture difficili da gestire. Anche George Russell, co-direttore della Grand Prix Drivers’ Association (GPDA), ha condiviso quest’opinione.

 

Sainz: “Non mi sento sicuro”

Intervistato da RacingNews365, il pilota della Williams ha spiegato dettagliatamente come il primo giro e i sorpassi in generale non fossero molto sicuri. “La mia preoccupazione principale, per quanto riguarda la gara, è il primo giro”, ha esordito. “Mi è sembrato che fosse tutto molto rischioso, con la possibilità dell’SM davanti a tutti sul rettilineo finale”“Mi sentivo davvero pericoloso ed era difficile controllare la macchina nella scia e in SM”, ha continuato. “Quando gareggiavo con qualcun altro, era la stessa cosa”.

“Se era nel rettilineo, non era male, perché alla fine era un po’ come il DRS degli scorsi anni. Ma ora, quando c’è un po’ di curva, ed entrambe le vetture usano la SM (come nelle curve 7 e 8, e nel rettilineo di ritorno), la situazione sembra precaria”, ha tenuto a precisare. “Penso che la SM sia una specie di cerotto che protegge la situazione e il motore dai diversi problemi che abbiamo”, ha dichiarato. “Quello che è certo, al momento, è che il primo giro e i sorpassi in generale non sembrano molto sicuri con la SM aperta”.

 

Sainz: “Lo Straight Mode non ci piace, ma è essenziale”

Durante il briefing di venerdì sera con la FIA, i piloti hanno evidenziato le problematiche della zona a cui Sainz faceva riferimento nella dichiarazione. La Federazione aveva così deciso di rimuovere il punto di attivazione nella sezione ampia tra le curve 7 e 8 di Albert Park. Tuttavia, poiché questa mossa è stata fatta con poco preavviso prima dell’inizio delle FP3, i team hanno risposto a questa decisione definendola un problema strategico, spingendo la FIA a tornare sulla scelta iniziale.

A Sainz è stato fatto notare che, col senno di poi, la rimozione dell’SM in quella sezione del tracciato era la scelta giusta, ma forse fatta troppo tardi. Lo spagnolo ha così ribadito la sua opinione secondo cui la Formula 1 deve affrontare il problema reale delle power unit e sistemare le normative. “Secondo la mia opinione, non dovremmo aver bisogno di un’aerodinamica attiva per le gare”, ha aggiunto. “Quando poi si arriva in circuiti come questo, dove si è a corto di energia, si finisce per dover utilizzare l’SM in posti in cui non dovremmo, per proteggere la performance”.

Il pilota Williams ha continuato: “In questo modo ti ritrovi in una situazione pericolosa, come quella al primo giro o durante la gara in generale”“Il problema non è l’SM. Ne abbiamo bisogno. Altrimenti…insomma, avete viso la gara. Lift and coast come matti in qualifica, e questo per tutti i team”. Poi prosegue: “Se si rimuove l’SM non si può nemmeno gareggiare con le power unit che abbiamo, quindi non possiamo farne a meno”“Però ripeto, mi sembra molto solo una copertura ai reali problemi del motore. E a noi, al momento, non sta andando molto bene”.