Regolamento 2026, Verstappen: “Nessuno mi ha ascoltato”

Regolamento 2026 Verstappen

© Red Bull Racing Press Area

Il regolamento del 2026 continua a creare polemiche: in prima linea c’è Verstappen

L’inizio della stagione è imminente. Le ombre sul regolamento 2026 si fanno sempre più fitte, infatti Max Verstappen, tre volte campione del mondo, è tornato ad attaccare duramente le nuove normative tecniche. L’olandese le ha definite senza mezzi termini una Formula E sotto steroidi.

Durante i test in Bahrain, il pilota della Red Bull ha rivendicato con orgoglio la sua posizione critica. Inoltre ha sottolineato come i dubbi espressi anni fa stiano trovando conferma nei primi dati ufficiali. “L’avevo già detto nel 2023, ma nessuno ha voluto ascoltare”, ha dichiarato il pilota olandese, ammettendo che le nuove regole rischiano di snaturare la Formula 1.

Il fronte comune dei piloti e il “caso” McLaren

Nonostante Lando Norris, che si è detto incuriosito dalle nuove monoposto, Verstappen è convinto di avere la maggioranza del paddock dalla sua parte. Con la solita schiettezza, ha liquidato le divergenze di opinione con una battuta: “Esistono due fazioni: una è una piccola tenda da campeggio, l’altra è un tendone enorme. Io sono in quella grande”.

Secondo il fuoriclasse della Red Bull, molti colleghi condividono le sue perplessità sul regolamento 2026, ma preferiscono mantenere un profilo più diplomatico per ragioni commerciali. Verstappen, al contrario, non teme ripercussioni. “Ho espresso la mia onesta opinione e credo che dovrebbe essere permesso. Non perdo il sonno per i feedback dei vertici” ha così proseguito.

Velocità pericolose e sorpassi a rischio

Il dibattito si è acceso ulteriormente dopo le critiche sollevate da Andrea Stella, team principal della McLaren. Stella ha evidenziato tre criticità principali: la partenza senza l’MGU-H, le pericolose differenze di velocità dovute al lift & coast e la crescente difficoltà nei sorpassi. Il nocciolo della questione non è solo regolamentare, ma tocca le basi stesse della guida in pista.

Secondo Verstappen, le preoccupazioni sollevate recentemente da Andrea Stella sono tutt’altro che infondate, con rischi legati alle velocità di chiusura e alla gestione della scia. Il pilota olandese conferma infatti che le manovre di lifting in rettilineo per il recupero energetico potrebbero creare situazioni di pericolo. Anzi, paradossalmente, i sorpassi potrebbero essere ancora più complessi rispetto al passato.

Tuttavia, il tre volte iridato non risparmia una stoccata ai suoi colleghi e ai team, sottolineando come queste critiche arrivino con un tempismo sospetto. Verstappen rivendica di aver sollevato il problema già nel 2023 durante il weekend in Austria: all’epoca le sue parole furono accolte con scetticismo, ma oggi i dati sembrano dargli ragione in quasi nove casi su dieci.

Infine, sulla discussa questione delle procedure di partenza e della gestione del turbo, la posizione del quattro volte campione del mondo resta granitica e priva di diplomazia. Per la Red Bull si tratta di una precisa scelta tecnica figlia del regolamento 2026, Verstappen invece ha invitato i rivali a partire dalla pitlane, liberando la traiettoria agli altri.

Un concetto da rivedere del regolamento 2026?

Il nocciolo della questione rimane l’efficienza complessiva del pacchetto tecnico previsto dal regolamento. Con le ali mobili che riducono drasticamente il drag in rettilineo, il timore è che l’effetto scia svanisca, rendendo i sorpassi un miraggio. Verstappen sostiene che le vetture siano inefficienti: “Magari migliorerà un po’, ma non credo che arriveremo a un punto in cui tutto avrà improvvisamente senso.

Nonostante le pressioni dei piloti e dei team, la FIA non effettuerà modifiche regolamentari, dichiarando che i dati attuali non sono sufficienti per modificare le regole. La sfida per il 2026, dunque, sembra destinata a giocarsi su un “terreno estremamente scivoloso”.

Articolo a cura di: Edoardo Ludovico Sirotti Gaudenzi