Lawson dopo i test: “I valori in campo restano un’incognita”

Lawson test Barcellona

© Red Bull Press Area

Ai microfoni di Sky, Liam Lawson si è detto soddisfatto dei test a Barcellona: ” Stiamo facendo progressi”

Si sono conclusi a Barcellona i primi test di shakedown per la Racing Bulls, con Lawson che ha tracciato un bilancio positivo ma cauto in vista della stagione 2026. Nonostante il team abbia completato con successo il programma previsto, il pilota neozelandese ha sottolineato come la reale gerarchia tra le scuderie rimanga, al momento, un “profondo mistero”. Il numero 30 ha percorso 64 giri nella sessione mattutina dell’ultima giornata, prima di cedere il sedile al compagno Arvid Lindblad.

Il bilancio complessivo è di grande ottimismo sul fronte dell’affidabilità. “Abbiamo fatto passi da gigante rispetto a lunedì e abbiamo spuntato tutte le caselle riguardanti il chilometraggio e la solidità della vettura“. Così ha dichiarato il pilota. Tuttavia, con l’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici, Lawson frena gli entusiasmi facili: “Stiamo migliorando molto, ma lo stanno facendo anche tutti gli altri. Al momento è impossibile sapere dove siamo rispetto alla concorrenza. L’incognita ci accompagnerà ancora per un bel po’”.

Gli obiettivi del team

L’obiettivo per la Racing Bulls ora è continuare a raccogliere dati preziosi per affinare la monoposto. Pur essendo nata bene, dovrà vedersela con una griglia di partenza totalmente rivoluzionata dalle nuove norme. Il pilota di Hastings e il suo compagno di scuderia, il debuttante Arvid Lindblad, si sono detti impressionati dalla solidità iniziale del motore. Nonostante piccoli intoppi tecnici, la vettura ha macinato chilometri senza problemi critici. Lawson ha lodato il lavoro svolto a Milton Keynes, sottolineando che avere un motore “fatto in casa” cambia radicalmente l’approccio allo sviluppo.

Lawson ha lanciato una provocazione interessante riguardo al nuovo regolamento tecnico del 2026. Secondo il neozelandese, le nuove auto sono molto diverse da guidare e potrebbero ridare centralità al talento del pilota: “C’è molto più margine per noi piloti per fare la differenza rispetto al passato. Le auto richiedono un adattamento profondo, non ho ancora assimilato tutto, ma sento che potremo incidere di più sulla prestazione”. I test sono stati anche il primo vero banco di prova per la nuova coppia di piloti.

Il giovanissimo talento britannico ha completato un programma intenso, chiudendo una delle sessioni con un tempo di 1:18:451, molto vicino al tempo di piloti esperti come Oscar Piastri e lo stesso Lawson (che ha girato in 1:18:840). Il neozelandese si trova ora nel ruolo di “veterano” del team e ha confermato che la comunicazione con Lindblad è ottima, fondamentale per indirizzare lo sviluppo di una vettura nata da un foglio bianco. Il vero verdetto arriverà a metà febbraio con i test ufficiali in Bahrain.

                                                                                                                                                                                                                                                  Andrea Provenzano