DichiarazioniW Series

La W Series illumina la strada verso la Formula 1

L’italiana Vicky Piria scenderà di nuovo in pista nel campionato tutto al femminile per dare la caccia alla campionessa Jamie Chadwick. Un bel trampolino di lancio verso la massima serie del Motorsport

Il campionato automobilistico tutto rosa darà finalmente dei punti per aspirare alla Superlicenza. Un passo, questo, di fondamentale importanza per accompagnare le pilotesse verso un sedile in Formula 1

Il campionato W Series è stato ufficialmente presentato nell’ottobre del 2018 con lo scopo di incentivare la partecipazione femminile al complicato mondo del Motorsport. Recentemente, la Formula 1 ha deciso di sostenere il progetto, aprendo le proprie porte alla serie con una partnership senza precedenti: dalla prossima stagione, vedremo infatti ben 8 gare disputarsi sulle medesime piste, tra cui Castellet, Spielberg, Silverstone e Budapest, per citarne alcune. Una mossa audace che certamente getterà nuova luce su una realtà ancora troppo poco conosciuta, considerata l’eccezione in un mondo dominato dalla figura maschile. La W Series però illumina ora la strada verso la Formula 1.

Con il sostegno di questa infatti, forse potremo persino sperare di tornare a vedere una donna approdare nella Classe Regina, dopo l’eccezionale avventura di Lella Lombardi, l’unica ad andare a punti, l’inglese Divina Galica, la sudafricana Desirè Wilson o l’italiana Giovanna Amati. Questa volta, anche l’Italia torna a fare capolino tra le protagoniste in pista: la milanese Vicky Piria è infatti l’unica pilotessa del Bel Paese ad aver passato le selezioni.

VICKY PIRIA L’UNICA ITALIANA A PASSARE LA SELEZIONE: “ORA LE RAGAZZINE VEDONO NOI E SI SENTIRANNO INCORAGGIATE”

27 anni, di Milano, Vicky Piria ha madre inglese e papà italiano. E’ l’unica connazionale ad aver passato le durissime selezioni che si sono tenute in vista della ripresa del campionato di W Series nel 2021. Le competizioni si erano infatti bloccate a causa della pandemia, ma la grande macchina del Motorsport è ora pronta a ripartire.
La novità è che la Formula 1 ha deciso di offrire il proprio prezioso sostegno a questa categoria tutta femminile e che la Fia darà dei punti per la Superlicenza. Un passo enorme verso l’accesso alla Classe Regina da parte di queste talentuose ragazze. La Piria è una di loro, e dalla prossima stagione tenterà di spodestare la campionessa in carica, l’inglese Jamie Chadwick.

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Vicky ha infatti parlato del percorso, pieno di ostacoli, che l’ha portata sin qui: “Credo sia per una questione statistica che non c’è più stata una Lella Lombardi. Se poche ragazze corrono, sarà dura che ne esca una capace di arrivare in Formula 1. Non è un reality, la W Series è un campionato vero“.
La Piria ha inoltre commentato la decisione della Fia di concedere punti per la Superlicenza, di fatto trasformando la W Series in un ottimo trampolino di lancio verso la Classe Regina: “Se la Formula 1 non avesse visto che il livello è buono, non l’avrebbe concesso. E del resto tutte noi abbiamo superato una selezione. All’inizio, due anni fa, eravamo più di 100. In una sessantina ci siamo presentate al secondo test, in Austria. Da lì, un altro filtro, durissimo, in Spagna. E alla fine siamo rimaste in 18. Tutte consapevoli di valere e infatti c’è molto rispetto tra tutte noi“, ha dichiarato la giovane italiana.

W SERIES ILLUMINA LA STRADA VERSO LA FORMULA 1: UN CAMPIONATO DI SOLE DONNE? PER ALCUNI “UNA SPECIE DI SEGREGAZIONE”

La strada per arrivare fino a qui non è stata facile per lei, che è stata costretta a fermarsi per 5 anni per l’assenza di un sedile: “Avrei voluto proseguire in monoposto, ma semplicemente non c’era modo. Uno sponsor che punta su una ragazza è come una squadra di NBA che scommette su uno di un metro e settanta. Così per cinque anni sono rimasta ferma. Poi è arrivata la W Series, un’opportunità straordinaria. Perché ridà a me e ad altre 17 un sedile in cui non speravamo più. Ma soprattutto perché fornisce un esempio. Quando ero piccola e correvo in kart, non osavo sognare di essere un pilota, non avevo un vero modello. Ora le ragazzine vedono noi e si sentiranno incoraggiate. Quelle che vogliono essere piloti, ma anche ingegneri o meccanici. Più si allarga la base e più statisticamente sarà probabile vedere un talento da Formula 1“, ha proseguito poi.

Sono state però numerose le pilotesse a contestare duramente questo campionato rosa, visto come simbolo di ulteriore disparità tra uomini e donne; tra queste, Sophia Flörsch e Pippa Mann, che non si sono risparmiate dure parole contro tale scelta.
Vicky Piria, dal canto suo, la pensa diversamente: “Io sono anche contenta per loro che riescano a correre in Formula3, ma che pilota sarei se rifiutassi un campionato come la W Series?“.
Obiettivo di quest’anno per la 27enne milanese è migliorarsi rispetto al 2019: “Venivo da un lungo stop, ma da Misano in poi sono andata in crescendo. Jamie Chadwick è ancora tra le favorite, anche perché nel 2020 non si è fermata; ha corso con la Formula 3 Regional. E con lei vedo Alice Powell e Emma Kimilaimen“, ha concluso Vicky.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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