Curiosità dalla F1

La Formula 1 dice addio a Jules Bianchi a Nizza

Si sono tenuti questa mattina, presso la cattedrale di Saint-Réparate di Nizza i funerali di Jules Bianchi, il pilota della Marussia scomparso lo scorso 18 luglio dopo aver trascorso gli ultimi nove mesi in coma a seguito delle gravissime lesioni a seguito dell’incidente di Suzuka dell’ottobre 2014. In tanti hanno deciso di dire addio al 25enne: familiari, amici, colleghi, tifosi, che rispettosamente hanno assistito alla celebrazione nella piazza al di fuori della Cattedrale.

L’omelia è stata trasmessa attraverso gli altoparlanti proprio per gli appassionati mentre all’interno piangevano il loro compagno tantissimi colleghi, Sebastian Vettel, Felipe Massa, Romain Grosjean e Lewis Hamilton. Ma non possiamo dimenticare nemmeno Daniel Ricciardo, Max Chilton, compagno di Bianchi proprio in Marussia, Daniil Kvyat, Jenson Button, Esteban Gutierrez, Roberto Merhi, Adrian Sutil e Pedro de la Rosa. La Ferrari ha voluto mandare a Nizza una propria rappresentanza visto che Jules era la punta di diamante della Driver Academy e prescelto per il dopo Raikkonen. Per il Cavallino Rampante c’erano Luca Baldisserri, il Team Principal della Rossa, Maurizio Arrivabene e i piloti Antonio Fuoco e Raffaele Marciello che hanno conosciuto Bianchi proprio all’interno del progetto giovani. Poi i rappresentanti della FIA Jean Todt e Matteo Bonciani, il manager Nicolas Todt, gli ex piloti Alain Prost, Jean Alesi e Thierry Braillard, ministro dello sport francese.

Nizza ha voluto salutare uno dei suoi figli più talentuosi in una bella giornata con il sole che ha baciato la piazza sulla quale si è affacciata la chiesa dove è stato dato l’ultimo saluto a Jules Bianchi: «La morte di Jules è davvero ingiusta, ma almeno possiamo dire che è stato felice perché ha reso il suo sogno realtà. Corridore di raro talento, si è distinto per essere un giovane uomo di statura morale tanto alta quanto la profondità della sua umiltà», sono state le parole commosse del sacerdote avvenute dopo che il feretro è stato portato in chiesa sulle note di Hotel California degli Eagles, la canzone preferita del pilota francese.

Uno dei piloti più toccati dalla celebrazione è stato sicuramente Jean-Eric Vergne, francese come Jules e parte integrante della famiglia Ferrari: «Lo ricorderò come un grande campione, una persona straordinaria, bella dentro e fuori. Ora è in Paradiso con tutti i grandi della F1. Resterà sempre nei nostri cuori». Nonostante la morte lo abbia raggiunto in giovane età, siamo sicuri che il nome di Jules Bianchi continuerà a vivere, in eterno.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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