DichiarazioniFormula 1

Hamilton: “Lauda fondamentale per i miei successi”

Il pilota Mercedes ha rivissuto il rapporto avuto con l’ex direttore non esecutivo del team, scomparso lo scorso mese di maggio

Hamilton ricorda Lauda e il suo contributo per l’attuale dominio Mercedes

Lewis Hamilton, in una recente intervista, ha rivelato di aver dovuto combattere contro gli spiriti dopo la scomparsa prima del presidente non esecutivo del team Mercedes Niki Lauda, poi del collega Anthoine Hubert, morto a seguito di un fatale incidente nel Gran Premio del Belgio.

Il pilota Mercedes ha ammesso di sentire la mancanza di Lauda, deceduto nello scorso mese di maggio, specie delle conversazioni che i due spesso avevano:

“Mi mancano i messaggi” – ha esordito l’anglo-caraibico – “Mi manca condividere quei video e ho ancora molte conversazioni che ogni tanto rivedo. Ma ancora una volta, senza il suo supporto, probabilmente non avrei fatto il passaggio per venire in questa squadra. Senza il suo supporto, non sarei ancora con questa squadra. Non penso che questo team avrebbe avuto successo senza il suo supporto.”

“Andare al board, spingere e rompere le palle. Questo è quello in cui è stato il migliore. Ma anche essere reale con me. Essere il ponte tra Toto, che era un pilota e il board, che non era composta da piloti, per avere un vero campione che capisce e si rammarica di quanto sia difficile consegnare il fine settimana nel fine settimana, quando si commette un errore … È lì che è stato un pilastro così grande per me. Quindi mi manca molto.”

Hamilton ha anche ammesso di non aver avuto una grande opinione del ex campione del mondo austriaco prima del suo approdo in Mercedes finché “Improvvisamente mi sono trovato nella posizione in cui ho dovuto prendere una grande decisione nella mia vita e Niki era in quel momento al telefono con me.”

“Ho pensato: ‘Wow, sto parlando con un tre volte campione del mondo’ e non lo conoscevo davvero, quindi non posso dire di essermi fidato di quella persona al telefono. Ma poi mi siedo con Ross (Brawn n.d.r.) poi con Niki in una stanza d’albergo e proprio il viaggio che abbiamo fatto. Mi piacerebbe pensare che siamo cresciuti per amarci come amici.”

Hamilton ha successivamente raccontato quanto successo dopo il suo peggioramento: “È stato davvero difficile vederlo. Ci stavamo inviando video l’uno con l’altro e l’avevo visto durante il suo più grande tuffo, poi è tornato ed era su una sedia a rotelle, io ero davvero fiducioso.”

“Poi ha avuto un’altra caduta e ha iniziato a peggiorare. Ed è stato allora che sono andato a vederlo. Ed è stato ancora uno shock vedere il tuo compagno in un letto, fermo. E ci ero già passato. Mia zia è morta di cancro, quindi l’avevo visto.”

“Ma resta sempre uno shock. Tu potevi vedere il suo spirito, questo spirito ancora brillante del suo splendore, ma stava iniziando a indebolirsi un po’, capisci? E il suo spirito combattivo stava iniziando a indebolirsi, il che è naturale solo quando stai attraversando una battaglia così lunga. Quindi mi ha colpito.”

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Samuele Fassino

Mi chiamo Samuele, ho 19 anni. Sono un grande appassionato di motori, specie di Formula 1 nella quale spero di lavorare un giorno. Oltre ai motori le mie passioni si estendono al calcio ed alla filosofia anche se, più in generale, mi piace tenermi informato su qualsiasi tema. Sono molto determinato e cerco sempre ottenere il massimo da ogni situazione.

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