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Hamilton: “Formula 1 in pay-per-view? Il business d’oggi”

Abbonamenti. Più abbonamenti. Un sistema quello del “se vuoi vedere ciò che vuoi lo devi pagare” che governa la nostra quotidianità e sui cui “non possiamo fare niente”, come riconosce il campione britannico

Mettere mano al portafoglio è una costrizione se vogliamo seguire il nostro sport preferito. Una situazione difficilmente risolvibile. Lo sa anche Hamilton che confida sul potere dei social per mantenere alto l’interesse di quel pubblico che non può o non vuole pagare per la tivù

C’è stato un tempo in cui chi voleva godersi un po’ di sport in tivù doveva solo selezionare i canali Rai. Negli ultimi anni però il trend è sempre più orientato al pay-per-view e ai canali di streaming. Avviene in Italia, e anche al di fuori. Un vero e proprio lusso non alla portata di tutti, considerando il fatto che spesso si ha la necessità di una moltitudine d’abbonamenti per seguire ciò che si desidera. Conseguenza inevitabile è costituita dal calo dei telespettatori e del coinvolgimento del pubblico. Una situazione, nel caso specifico della Formula 1, su cui Lewis Hamilton ha fatto delle riflessioni.

L’ÉLITE DELLA TIVÚ

Intervistato da Motorsport-Total.com l’eptacampione ha ricordato nostalgicamente: “Sono cresciuto guardando le gare sulla tivù gratuita. Il contesto però al giorno d’oggi è cambiato. I colossi si litigano i diritti, e chi se li accaparra se li fa pagare. “C’è la tendenza a dover sborsare per qualsiasi cosa che tu voglia vedere. Il mondo è cambiato. È parte del business, ha riconosciuto. C’è però la consapevolezza che in molti non possano permettersi tali costi. Come lui stesso ha detto considerando il proprio passato: “Penso a come sono cresciuto – vivevamo in un appartamento e non avremmo potuto permetterci Sky”.

O che ci siano molti che fanno una scelta sulla base dei propri interessi, preferendo magari Dazn a Sky – la Serie A alla Formula 1. “Non c’è molto che possiamo dire o fare al riguardo. Spero solo che le persone rimaranno fedeli allo sport seguendolo sui social. [ndr. Una cosa che comunque sta avvenendo] perché i numeri sulle piattaforme digitali stanno crescendo in modo importante”.

Nel caso specifico dobbiamo infatti riconoscere che la Formula 1 si spende molto sui suoi canali Instagram o Twitter per far mantenere vivo il trasporto degli appassionati. Vien da dire che è il solo modo per ovviare a questa problematica. Si contrappone così un mezzo estremamente popolare a un altro decisamente più d’élite. “La Formula 1, ma anche gli altri sport, stanno facendo un buon lavoro nell’aprirsi ai fan. Personalmente credo che comunque ci sia molto ancora da fare, ma la direzione è quella giusta”, ha concluso Hamilton.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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