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L’ordine d’arrivo del GP di Miami vede Andrea Kimi Antonelli conquistare la vittoria e rafforzare la prima posizione nel Mondiale. Alle sue spalle chiudono Lando Norris e Oscar Piastri, con il doppio podio McLaren ma ancora senza lo spunto per vincere, mentre restano fuori dal podio George Russell e Max Verstappen. Ferrari invece scivola indietro nel finale con Charles Leclerc e Lewis Hamilton. La classifica resta comunque sotto osservazione: alcuni piloti sono sotto investigazione post gara da parte dei commissari.
Il protagonista del Gran Premio di Miami è ancora una volta Andrea Kimi Antonelli. Scattato dalla pole position, il pilota Mercedes fatica al via e perde inizialmente terreno, accodandosi a Charles Leclerc e Lando Norris. Da lì nasce una gara vera: sorpassi, duelli e gestione, con Antonelli che riesce a riprendersi la leadership grazie al passo sulla distanza. Nel finale Norris prova a mettergli pressione, ma senza mai arrivare davvero all’attacco. È una vittoria costruita sulla solidità, non sul colpo di scena: ed è proprio questo che lo sta rendendo il riferimento del Mondiale.
La gara della Ferrari è il classico esempio di occasione sfumata. Leclerc parte forte, sfrutta al meglio lo spunto iniziale e si ritrova anche al comando della gara nelle prime fasi. Ma con il passare dei giri emerge il limite principale: il passo non regge quello di Mercedes e McLaren. Nel finale arriva il crollo: dopo aver perso il podio, il monegasco viene superato anche da Russell e Verstappen, chiudendo solo sesto davanti a Hamilton. Una gara che lascia la sensazione di essere stati dentro la lotta, ma senza avere davvero le armi per restarci fino in fondo.
McLaren porta a casa il massimo possibile: doppio podio con Norris e Piastri. Una gara pulita, senza errori, costruita sulla costanza. Norris prova anche a mettere pressione ad Antonelli negli ultimi giri, ma non riesce mai a entrare realmente in zona sorpasso. Il risultato è solido, ma dice anche altro: la McLaren c’è, ma per vincere serve ancora qualcosa in più.