Formula 1Gran Premio Arabia Saudita

GP Arabia Saudita, alla fine la spunta Verstappen

L’olandese vince il confronto durissimo ed entusiasmante con la Ferrari del monegasco portandosi a casa la prima gara della stagione

Il GP dell’Arabia Saudita vede Max Verstappen sul gradino più alto del podio, seguito da un vicinissimo Charles Leclerc; terzo posto per Carlos Sainz

Il fine settimana in Arabia Saudita è stato decisamente ricco di polemiche, ancor di più di quello dello scorso anno. L’attacco missilistico all’impianto Aramco al venerdì a poco più di una ventina di chilometri dal tracciato aveva messo in serio dubbio la disputa dell’evento; con un certo numero di piloti pronti a dare legittimamente forfait. Ciononostante davanti alle assicurazioni arrivate dalle stesse autorità locali il GP è proseguito come da programma. Questo il clima che ci ha accompagnato fino alla domenica di gara, orfana fra l’altro di Mick Schumacher.

Non a causa dello spaventoso e violento incidente di cui il tedesco si è reso protagonista durante le qualifiche. Difatti i successivi e doverosi accertamenti in ospedale sono serviti per togliere ogni dubbio, e la sua assenza non è fortunatamente ascrivibile a motivi legati alla sua salute. Piuttosto all’impossibilità di Haas di rimettere in pista una seconda vettura (preferendo di non rischiare per Melbourne) dopo averla visto andare letteralmente in frantumi.

Tornando a tematiche più leggere (e sportive), a Jeddah in pole position è partito Sergio Perez affiancato da Charles Leclerc. Con una seconda fila composta da Carlos Sainz e da Max Verstappen. Tuttavia a sorprendere in griglia è stata più che altro la posizione così arretrata di Lewis Hamilton incapace nella giornata di ieri di trovare il passo giusto e di passare il taglio del Q1. Cosa che non avveniva dal Brasile del 2017. Il sette volte campione del mondo è partito così dalla quindicesima casella.

ITALIANE ALLE PRESE CON PROBLEMI

A ciò si è aggiunto un pregara dell’Arabia Saudita abbastanza teso sia in casa Ferrari che in casa AlphaTauri. Quelli di Maranello hanno avuto a che fare con un problema di cablaggio sulla monoposto del madrileno, positivamente risolto per tempo. Lo stesso non si può dire per Yuki Tsunoda che durante il suo primo giro out ha dovuto fermare la macchina dopo aver perso potenza, obbligandolo a rinunciare al GP.

UNA PRIMA METÀ QUASI PULITA

Allo spegnimento dei semafori il messicano è partito velocemente riuscendo a mantenere la prima posizione rispetto a un Leclerc non altrettanto brillante nello stacco frizione. Bene Verstappen che in curva 1 è stato capace di passare la Ferrari di Sainz. Nelle retrovie i sorpassi sono stati puliti, e contro ogni previsione la partenza è filata liscia. Intanto Hamilton al quarto giro aveva cominciato a lamentare poco grip con la gomma più dura, tanto da avere problemi ad agganciare la McLaren di Ricciardo.

A dar spettacolo ci hanno pensato le due Alpine di Ocon e di Alonso fra tentativi di sorpasso, sorpassi e controsorpassi. Che ha permesso a Bottas e Magnussen di recuperare sul duo. Al nono giro l’australiano è stato il primo ad effettuare il pit stop per montare una hard. Con aria pulita davanti il britannico con la sua W13 ha cominciato a scalare delle posizioni, prima su Stroll e poi su Norris e Gasly. Al quattordicesimo giro anche il canadese ed Albon si sono fermati ai box per montare gomma nuova.

Nel momento in cui si è aperta la finestra per i pit stop Latifi si è trovato di nuovo ad avere un ruolo decisivo. Con la Williams a muro poco istanti dopo la sosta di Perez, per tutti quelli che non si erano ancora fermati si è aperta un’opportunità di cui ne hanno approfittato anche Leclerc, Verstappen e Sainz. Dietro la Safety Car il messicano è sceso in terza (in realtà quarta) a vantaggio del monegasco e del compagno di squadra. A non essersi fermati in questa occasione sono stati Magnussen, Hamilton e Hülkenberg.

UN DUELLO AL CARDIOPALMA DECIDE IL GP

Al termine della ventesima tornata la Safety Car è rientrata facendo ripartire la gara. In questo frangente Perez ha restituito la posizione a Sainz, mentre il danese con la sua Haas si è trovato a sandwich fra le Mercedes cominciando a duellare con Hamilton. Nella lotta per la leadership, Leclerc e Verstappen hanno cominciato a darsi battaglia. Così come avvenuto nel midfield fra Norris, Hülkenberg e Gasly. Zhou in diciassettesima posizione, dopo i cinque secondi penalità presi all’inizio, si è accaparrato un’ulteriore penalità per non aver scontato la prima.

Al trentaseiesimo giro l’Alfa Romeo si è trovata costretta a ritirare la vettura di Bottas, proprio mentre anche sia Alonso che Ricciardo erano alle prese con grattacapi che li hanno portati a parcheggiare la vettura all’entrata della pit lane. E che a sua volta ha costretto la Direzione Gara a segnalare la Virtual Safety Car – che con i distacchi ha fatto un po’ un disastro. Con la bandiera verde l’olandese ha avuto una nuova occasione contro Leclerc dando vita a una super sfida in stile Bahrain, dove ancora il monegasco ha dato prova di intelligenza ma il cui esito non è stato il medesimo.

A pochissimi giri dalla fine Verstappen si è preso la testa della gara mostrando una grandissima velocità nei confronti di una Ferrari che è sembrata un minimo più tirata con le gomme. Nel momento in cui Leclerc cercava il controsorpasso un contatto fra Stroll e Albon ha portato una bandiera gialla nel primo settore, bloccando a tutti gli effetti il tentativo del classe ’97 di riprendersi la prima posizione. Entrambi hanno dato il massimo arrivando al traguardo con una differenza infinitesimale, come è sottolineato dal distacco di appena sei decimi alla bandiera a scacchi. A chiudere il podio ci si è messa l’altra Rossa, quella di Carlos Sainz.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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