2018

Formula 1 | Steiner: “Sbagliato seguire la direzione dell’Indycar”

La veste aerodinamica comune, pur incrementando i sorpassi in Indycar, non sarebbe la giusta soluzione per la massima formula, secondo Gunther Steiner

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Un GP d’Australia soporifero, in termini di azione in pista, a cui però sono seguite due gare più combattute, particolarmente l’ultima in Cina, dove i sorpassi show di Ricciardo e le ruotate di Verstappen hanno animato i giri finali. Non è bastato però il pazzo finale di Shanghai a placare il problema annoso della mancanza di sorpassi in Formula 1, verso cui in tanti stanno dimostrando interesse: addirittura, gli organizzatori del GP d’Australia avevano paventato l’ipotesi di cambiare il layout del tracciato di Albert Park, per rendere le frenate più violente e agevolare le manovre di sorpasso.

In Indycar hanno invece approvato un kit aerodinamico unico, che tutte le vetture in griglia devono adottare. I risultati sembrano convincenti: a St. Petersburg i sorpassi non sono mancati e anche sull’ovale di Phoenix la nuova veste aerodinamica comune ha facilitato certe manovre azzardate. Insomma, pare che oltreoceano abbiano trovato il modo per incrementare lo show di una serie automobilistica già di per sé combattuta e spettacolare.

Ma è una soluzione, quella del kit aerodinamico unico, percorribile anche dalla Formula 1? Decisamente no, secondo Gunther Steiner della Haas: “Se seguiamo quella strada, è la fine della Formula 1. Noi siamo il vertice del motorsport, la tecnologia qui avanza alla velocità della luce. Alla gente piace anche la tecnologia, non solo le gare in sé, e la Formula 1 deve mostrare il progresso tecnologico. Dobbiamo stare attenti a non sacrificare questo aspetto per andare incontro allo show”.

“Per quanto in Indycar abbiano trovato la soluzione per lo spettacolo, noi dobbiamo focalizzarci su noi stessi e non guardare a loro – ha continuato Steiner – Parlare con altre persone è sempre utile, ma la direzione che prenderà il nostro sport non deve essere influenzata da ciò che fanno le altre categorie. Le persone che gestiscono il nostro sport sono intelligenti abbastanza e la nostra struttura è ottima. Dobbiamo pensare a raggiungere i nostri obiettivi senza farci influenzare dall’esterno”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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