2019Formula 1

Formula 1 | Michael Schumacher sognava il debutto di Mick nel Circus: “Il coronamento di un sogno”

L’ex manager di Michael Schumacher ha svelato come il tedesco fosse orgoglioso della decisione del figlio di seguire le sue orme

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Willi Weber, meglio conosciuto nell’ambiente per essere stato l’uomo che ha gestito la carriera di Michael Schumacher, ha recentemente rivelato come lo stesso sette volte Campione del Mondo di Formula 1 avesse segretamente programmato l’arrivo del figlio nella massima categoria automobilistica.

Michael Schumacher era convinto del talento mostrato dal suo secondogenito e, se non fosse stato vittima del tragico incidente sulle nevi di Meribel nel dicembre del 2013, avrebbe utilizzato tutta la sua esperienza in Formula 1 “per portare il suo ragazzo nel Circus e gestire la sua carriera esattamente come Weber aveva fatto con lui“, ha raccontato l’ex manager del tedesco.

Un progetto che si è tragicamente infranto ormai quasi sei anni fa. Pochi sanno che, sebbene non ne sia mai stata fatta menzione in pubblico, Michael Schumacher era entusiasta all’idea, che un giorno, suo figlio potesse seguirne le orme: “Gli sarebbe piaciuto molto e sarebbe stato il coronamento finale di tutta la storia – ha raccontato Weber ai coleghi di Motorsport-total.com – Non si è mai opposto al desiderio espresso da Mick e Michael poteva essere un enorme aiuto per lui: conosceva il sistema, sapeva come parlare con le squadre“.

Nonostante tutto Mick, attualmente impegnato in Formula 2, è riuscito ad arrivarci in Formula 1, debuttando nel Circus pochissime settimane fa al volante di Ferrari e Alfa Romeo in occasione del test post GP del Bahrain: “Mick, essendo il figlio di Michael Schumacher ha sempre pensato di dover raggiungere gli stessi risultati. Ha un pesante fardello da portarsi sulle spalle – ha continuato il 77enne – Se suo padre potesse essergli accanto, sarebbe tutto diverso. Fondamentalmente Mick sente come di dover rappresentare Michael in ogni circostanza e questo può essere un problema perché tutti lo paragonano a suo padre e si aspettano da lui gli stessi risultati“, ha concluso.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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