Analisi della redazione Formula 1 Primo piano Formula 1: l’eredità di Lauda che manca ancora oggi 22 Febbraio 2026 Mattia Romano © Mercedes F1 Team via X Formula 1: l’eredità di Niki Lauda che manca ancora oggi Il 22 febbraio non è una data qualunque per la Formula 1. È il giorno in cui nacque Niki Lauda, uno di quei rari protagonisti capaci di lasciare un’eredità in Formula 1 che va oltre le vittorie. Ricordarlo significa riaprire una memoria viva, fatta non solo di titoli mondiali, ma di scelte, carattere e coerenza. Lauda non era un personaggio costruito per piacere. Era autentico, diretto, spesso scomodo. Ed è proprio per questo che oggi manca così tanto. La sua figura rappresentava un equilibrio raro tra istinto e ragione. Il momento che più di ogni altro racconta la sua essenza resta l’incidente del Nürburgring del 1976. Il fuoco, le ustioni, il rischio concreto di non sopravvivere. Eppure, appena sei settimane dopo, Lauda era di nuovo in pista. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per fedeltà verso sé stesso. Non si trattò di eroismo romantico, bensì di una decisione lucida: se poteva ancora correre, allora lo avrebbe fatto. La paura non era una debolezza, ma un elemento da comprendere e gestire. Lauda, Ferrari e la mentalità che cambiò tutto Il suo arrivo in Ferrari segnò l’inizio di una trasformazione. Non entrò come una star affermata, ma come un uomo determinato a costruire il proprio destino. Con metodo e precisione, portò la Scuderia ai titoli del 1975 e del 1977, diventando un punto di riferimento in un ambiente complesso e competitivo. Il rapporto con Enzo Ferrari fu intenso, fatto di rispetto e tensioni, ma unito dalla stessa ossessione per il miglioramento. Lauda non cercava approvazione, cercava efficienza. Il terzo titolo mondiale, conquistato nel 1984 con la McLaren per appena mezzo punto, rappresentò la sintesi perfetta della sua filosofia. Non vinse il più spettacolare, ma il più intelligente, il più costante. Aveva capito prima di molti che la Formula 1 stava cambiando, diventando uno sport sempre più tecnico, dove talento e analisi dovevano convivere. Niki Lauda watching Lewis Hamilton drive around Monaco in 2017 ❤️ ( @MercedesAMGF1) pic.twitter.com/2Zy2mjJpg8 — Autosport (@autosport) February 22, 2026 Anche dopo aver lasciato il volante, Lauda continuò a influenzare profondamente il mondo delle corse. Il suo contributo alla Mercedes, la sua capacità di riconoscere il talento e la sua visione lucida lo resero una figura centrale. Ma ciò che più colpiva era la sua indipendenza di pensiero. Non era interessato alla politica o ai compromessi. Credeva nella chiarezza, nella responsabilità e nell’etica. Oggi, il suo ricordo non è solo nostalgia. È un riferimento. Lauda ha dimostrato che si può inseguire il limite senza perdere il controllo, che si può essere grandi senza cercare di apparirlo. In uno sport spesso dominato dall’immagine, lui scelse di essere semplicemente competente. Ed è proprio questa, forse, la sua eredità più importante. Tags: 2026, Niki Lauda Continue Reading Previous Test pre-stagionali conclusi: i risultati dei team in Bahrain