2018Curiosità dalla F1Formula 1

Formula 1 | Hamilton chiarisce i commenti sull’India

Il britannico ha specificato la propria posizione sull’India, di cui aveva messo in evidenza la grande povertà suscitando l’indignazione dei fans indiani

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Non sono passate inosservate le parole di Lewis Hamilton pronunciate nei giorni scorsi, in occasione dell’ufficialità del nuovo GP del Vietnam (in programma nell’aprile 2020). Il penta campione era stato chiamato ad esprimersi sulle opportunità per la Formula 1 di espandersi anche in Paesi che non godono di grande tradizione motoristica, e dal suo punto di vista trapelava tutt’altro che entusiasmo.

“Se fossi io a gestire questo aspetto (stabilire il calendario della Formula 1), seguirei altre direzioni. Ci sono Paesi come l’Inghilterra, l’Italia e la Germania che hanno una grande tradizione motoristica, ma lì corriamo solo una volta all’anno… Io ci andrei più spesso: ad esempio, sarebbe grandioso avere un GP a Silverstone e uno sulle strade di Londra”. E poi arriva il punto dolente, relativo al GP dell’India (che si tenne dal 2011 al 2013): “Sono stato in India e mi ricordo di una situazione alquanto strana. C’era questo impianto moderno, in un Paese caratterizzato da grande povertà. Era come correre in mezzo al nulla e questo mi ha fatto sentire in conflitto”.

indian grand prix

Le parole del britannico hanno fatto il giro del mondo, indignando parecchi fans indiani. Così Hamilton è stato costretto a chiarire il proprio punto di vista su Twitter, dove ha pubblicato un post che recita così: “Ho notato che molte persone sono rimaste offese dai miei commenti sull’India. Prima di tutto, l’India è un Paese meraviglioso. L’ho visitata e ci ho trascorso delle esperienze grandiose. Ma, se da un lato gode di un’economia in forte crescita, va anche detto che c’è molta povertà.

Qui Hamilton si riallaccia all’esperienza vissuta durante le tre edizioni del GP indiano, che si teneva al Buddh Circuit, un impianto maestoso in mezzo ad un’area rurale: “Era strano, per andare a correre, attraversare zone di grande povertà con persone senzatetto, e poi arrivare in un impianto modernissimo. Quella costruzione ha richiesto centinaia di milioni e ora non è mai usata. La mia opinione è che quei soldi potevano essere destinati a scuole o case per chi ne è privo. Oltretutto, in pochi venivano a vedere la corsa, perché era troppo costoso o non c’era abbastanza interesse. Nonostante ciò, ho conosciuto fans indiani davvero unici”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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