2016

Formula 1 | Ferrari… segnali incoraggianti dalla monoposto 2017

La stagione 2016 si è conclusa da qualche settimana, ciò nonostante in casa Ferrari fervono i lavori sul progetto 668, ovvero la monoposto che correrà nel Campionato del Mondo 2017, caratterizzato da numerose novità tecniche, regolamentari e i nuovi pneumatici larghi della Pirelli.

Ovviamente tutta la squadra, e gli appassionati si augurano che la nuova monoposto sia migliore e finalmente vincente rispetto a quanto visto negli ultimi anni. Un’altra domanda che molti si fanno, riguarda il coinvolgimento di Rory Byrne nel progetto della nuova Ferrari, dopo averlo visto agli Autosport Awards di Londra in rappresentanza della Scuderia di Maranello insieme a Jock Clear, il responsabile degli ingegneri di pista.

Rory Byrne, ingegnere sudafricano, oggi 72 anni, è stato il chief designer delle monoposto vincenti Ferrari durante l’era Schumacher, da anni è consulente della Gestione Sportiva, ed ora divide il suo tempo al 50% fra Maranello e la Thailandia, dove si dedica alla sua grande passione, ovvero la pesca subacquea.

Richiamato a Maranello, per lavorare sulla monoposto del 2017, affiancando il lavoro di progettazione portato avanti da Simone Resta, aiutando nello sviluppo di concetti legati ai nuovi regolamenti. D’altronde, negli ultimi anni le monoposto del Cavallino, non hanno certo brillato con l’introduzione di soluzioni tecniche, come invece sono riuscite a fare le rivali, come la Red Bull grazie ad Adrian Newey e la Mercedes (la W07 Hybrid, nella cui scocca montava una cellula di sicurezza che non rispettava le misure minime del telaio, che ha permesso di usare la sospensione anteriore a comando idraulico).

Le regole 2017, impongono un aumento del carico aerodinamico, insieme alle gomme larghe della Pirelli che hanno l’obiettivo di migliorare di 5 secondi al giro rispetto ai tempi ottenuti nel 2015 al Gp di Spagna sul circuito del Montmelò a Barcellona. Praticamente un salto prestazionale notevole, che ci aspetta di vedere, che sembrerebbe essere alla portata della squadra tecnica comandata da Mattia Binotto.

A Maranello però si preferisce restare con i piedi per terra, nonostante la dichiarazione di Maurizio Arrivabene lo scorso weekend, in occasione delle Finali Mondiali di Ferrari a Daytona: “… il nostro 2017 è partito lo scorso agosto con la rivoluzione tecnica. Dalla Ferrari la gente si aspetta un sacco di cose: vittorie, successi e, dunque, daremo il massimo per riuscirci”.

Ma come è possibile che una squadra che ha concluso il 2016 senza neanche una vittoria, e dopo aver invece vinto 3 gran premi e ottenuto il secondo posto nel mondiale Costruttori nel 2015, possa riuscire a diventare competitiva senza un aiuto dall’esterno, ma con un buon numero di tecnici in uscita da Maranello?

A rispondere a tale domanda, ci ha pensato il presidente, Sergio Marchionne: “Abbiamo rifondato la Gestione Sportiva nel mese di agosto, ed ho massima fiducia nel lavoro di Mattia Binotto la struttura credo che ora sia molto buona, qualche cambiamento è sempre possibile, ma i tasselli principali sono al loro posto”.

Non ci resta che aspettare, quindi dei possibili ritocchi nell’organigramma, con il presidente che sembra avere posto delle missioni di progetto per la macchina 2017 ambiziose, per sfruttare il cambiamento delle regole e riportare la Ferrari alla vittoria, soprattutto dopo un campionato sofferto con la SF16-H, che nonostante l’ottimismo iniziale, in quanto la monoposto era nata bene, ma non ha avuto uno sviluppo rapido come abbiamo visto negli altri due team rivali: Mercedes e Red Bull.

In questo momento, a Maranello regna un certo ottimismo in quanto la vettura che sta nascendo risponde alle aspettative, anche se non è detto che nel Reparto Corse la vettura possa essere vincente, bisognerebbe vedere anche il livello delle rivali, ma a quanto pare i tecnici vedono segnali incoraggianti dalle simulazioni.

Sulla possibilità che i tempi sul giro possano migliorare di 5 secondi, ovviamente bisognerà stare attenti a molte variabili, in primis i nuovi pneumatici larghi della Pirelli, in quanto la stessa Casa milanese, potrebbe decidere di partire con soluzioni più resistenti per poter iniziare il mondiale in modo sicuro e affidabile.

In questo momento, diciamo che nel Reparto Corse, vigilano sensazioni miste, c’è chi mostra una certa tensione data la voglia di risalire la china, e chi invece accenna un sorriso. Il gruppo di tecnici diretto da Mattia Binotto, sembra voler dimostrare di poter creare idee necessarie per sfidare la Mercedes. Ma per sapere se il lavoro svolto sia stato ottimo oppure inefficace, occorrerà aspettare i primi risultati in pista, con i primi test invernali.

Grazie alle indiscrezioni che arrivano dalla Gestione Sportiva, ci dovremmo aspettare una nuova Ferrari, con un approccio alle norme più aggressivo di quanto visto sulla SF16-H, grazie all’intenso lavoro che sta facendo Rory Byrne con la sua ricerca di soluzioni interpretative delle regole.

Naturalmente, i tanti tifosi Ferraristi, sperano di poter vedere finalmente una monoposto vincente, ed in grado di lottare con Mercedes e Red Bull, per la vittoria in gara e soprattutto che possa riportare a Maranello il titolo iridato, che manca ormai da molti anni. Il Campionato si è appena concluso, ma il conto alla rovescia per vedere la nuova monoposto e per vederla scendere in pista nei primi test, è già iniziato.

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Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

3 Commenti

  1. Speriamo bene una Ferrari che lotta per il mondiale manca davvero poi sinceramente anche i piloti lo meritano di avere una monoposto all’altezza, Vettel perché è veloce ma quando sa di non poter competere si fa prendere dallo scoraggiamento e Kimi che essendo probabilmente il suo ultimo anno vorrà far bene

  2. spero che anche la ferrari non abbia mostrato tutto il suo potenziale perchè senza dubbio mercedes si è nascosta.
    mi riferisco ai test recenti a barcellona

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