Nonostante abbia concluso al secondo posto il Gran Premio, non si può dire che la gara di Lewis Hamilton sia stata esente da problemi. Il pilota inglese si è lamentato a più riprese di soffrire di “tagli al motore“, problematica riscontrata sia in qualifica che in gara. Se da una parte la particolare altitudine a cui è situato il circuito poteva rappresentare un’alleata per Mercedes in Messico, dall’altra si è rivelata essere la causa della problematica accusata dal sette volte Campione del Mondo.
A spiegarlo è James Vowles, direttore delle strategie della scuderia anglo-tedesca, nel consueto video-debriefing: “In genere il motore viene impostato secondo le condizioni in cui si svolgono la maggior parte delle gare: a livello del mare. Quando invece si passa improvvisamente a questa altitudine, ci si trova a dover lavorare con la Power Unit in un lasso di tempo molto breve. Perciò non è facile individuare e risolvere queste irregolarità“, aggiunge.
Vowles rivela, inoltre, che a soffrire di engine cuts è stato anche George Russell, seppur in forma minore rispetto al compagno di squadra. Sebbene abbiano un impatto maggiore sul il giro secco, i tagli al motore condizionano anche quello che è il ritmo alla distanza: “Questo succede perché l’acceleratore in qualifica viene azionato molto rapidamente. Ciò significa che il turbo e i sistemi di alimentazione devono tenere lo stesso ritmo. Al contrario – spiega- in gara, quando i piloti schiacciano il pedale, il sistema non è in grado di erogare la potenza richiesta con sufficiente rapidità“.