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Dichiarazioni

Red Bull e il motore 2026: il dibattito sulla power unit

Possibile trucco di Red Bull per potenziare il motore 2o26

Come già scritto precedentemente, pareva che Mercedes e Red Bull avessero trovato una falla all’interno del regolamento per poter aggirare le limitazioni sulla potenza del motore 2026. Questa controversia ha fatto il giro di tutto il mondo, trovando però il nulla di fatto. In effetti, ad oggi, non si hanno chiari riscontri se questa voce sia effettivamente vera.

Per ovviare a questo problema, la FIA ha indetto una riunione questa settimana al fine di stabilire la legalità delle diverse proposte dei costruttori. Ciò avverrà prima dei test pre-stagionali programmati per il 26 gennaio a Barcellona. Max Verstappen, ai microfoni di Bloomberg, ha espresso di non sapere molto sulla produzione della power unit. “Io penso solo a guidare. Non so nulla del resto”, ha dichiarato il pilota.  Sarà la FIA a risolvere la questione, noi saremo sempre pronti ad ottenere il massimo in pista, conclude l’olandese.

L’articolo “grigio” del Regolamento Tecnico

Come già noto, in Formula 1 la performance e i risultati sono tutto ciò che contano. Per questo, spesso, vengono assunte le menti più brillanti, non solo in ambito ingegneristico ma anche in quello tecnico e legale. Nonostante si pensa di aver chiuso ogni falla, è probabile che alcuni tecnici dell’ambiente riescano comunque a trovare una “zona grigia” all’interno del regolamento.

L’articolo C.5.4.3. del Regolamento Tecnico 2026 stabilisce che “nessun cilindro del motore può avere un rapporto di compressione geometrico superiore a 16,0”. Il procedimento di misurazione di questo valore viene espresso da ciascun produttore di power unit ed eseguito a temperatura ambiente.

L’articolo prosegue: “Questa procedura deve essere approvata dal Dipartimento Tecnico della FIA e inclusa nel dossier di omologazione del costruttore della PU. Pare che sia proprio questa formulazione ad aver portato i produttori ad un’interpretazione ambigua. Prendendo come garanzia la misurazione del rapporto di compressione a temperatura ambiente, quando il motore lavora ad un rapporto più alto in pista, il potenziale aumento di potenza potrebbe essere legittimato.

Red Bull: “Fiduciosi nella legalità della nostra power unit”

Durante la presentazione di Red Bull a Detroit, il direttore della Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson, ha discusso proprio su questo tema. “Credo che ci sia un certo nervosismo da parte di vari produttori di power unit, in quanto alcuni team potrebbero adottare qualche ingegneria intelligente. A dire il vero, non so quanto ascoltarne”.

Hodgkison afferma fermamente che, per quanto Red Bull fosse “al limite”, è fiducioso nella legalità del progetto“So cosa stiamo facendo e sono sicuro che sia legale. Ci siamo spinti fino al limite massimo consentito dalle normative. Mi sorprenderei se non lo facessero tutti”“La mia sincera impressione è che si stia facendo tanto rumore per niente, ha espresso.

Inoltre, il presidente dichiara che, a suo parere, il limite del rapporto di compressione è troppo basso. “Abbiamo la tecnologia per rendere la combustione sufficientemente veloce, potremmo arrivare a 18:1 con la velocità di combustione che siamo riusciti ad ottenere. Il che significa che ogni decimo di rapporto possibile offre prestazioni migliori. Poi conclude: “Ogni produttore dovrebbe puntare a 15,999, il più lontano possibile quando viene misurato”.

Il 2026 sarà il primo anno in cui Red Bull Racing e la gemella Racing Bulls saranno alimentate dal proprio motore interno firmato Red Bull Powertrains, in collaborazione con il colosso Ford. Questo rappresenta una grande sfida per la casa motoristica di Milton Keynes, che si afferma ad essere una delle favorite nella prossima stagione di Formula 1.

 

di Gaya Spalazzi

Published by
Redazione