2019Formula 1

Leclerc, dopo il Giappone, ha dovuto rispondere alle critiche dei…followers

Dopo il GP di Suzuka, il monegasco ha dovuto fronteggiare i commenti arrivati sul suo profilo Instagram

Ormai è cosi, nell’era social bisogna stare attenti più ai commenti sotto le foto, che non alle domande scomode dei giornalisti

E’ stato un Gran Premio difficile per Charles Leclerc, che dopo un brutta partenza e l’incidente con Max Verstappen, è stato costretto ad una difficile rimonta. Nei giri precedenti la prima sosta ai box, il monegasco è ha girato con un’auto in terribili condizioni. Una paratia dell’ala penzolava, mentre lo specchietto sinistro danneggiato, non era stabile. E’ per questo motivo che Leclerc è stato ripreso ad affrontare la 130 R ad una sola mano…con l’altra doveva mantenere lo specchietto.

Da qui i 10 secondi di penalità commiati a fine gara. La Ferrari, secondo la Federazione, ha richiamato troppo tardi il suo alfiere ai box, facendolo girare in pista con una vettura ai limiti della sicurezza. Ne sa qualcosa Lewis Hamilton. A inizio gara, infatti, il pezzo d’ala penzolante della vettura numero 16 si è staccato finendo dritto contro il suo specchietto. Il fermo immagine dall’onboard dell’inglese un attimo prima che il pezzo si scagliasse contro la sua Mercedes, è stato spaventoso. Ovviamente la memoria è tornata al 2009, quando a Budapest una molla staccatasi dalla vettura di Barrichello, colpì in pieno il casco di Felipe Massa.

E’ su questo che si è aperta una disccussione tra i commenti sotto una foto postata da Charles Leclerc, dopo la gara giapponese, sul suo profilo Instagram. Qualcuno, senza ragione, ha chiesto ironicamente al monegasco se avesse intenzione di commentare il fatto che la bandella dell’ala anteriore avrebbe potuto colpire la testa di Hamilton. Charles, come al solito è stato molto garbato. Ha sottolineato come dall’interno della sua vettura non riuscisse a vedere le effettive condizioni dell’ala, ma soltanto dello specchietto.

https://www.instagram.com/p/B3jcpgyI4QC/?utm_source=ig_web_copy_link

“L’unica cosa che riuscivo a vedere dall’abitacolo era lo specchietto e per questo cercavo di mantenerlo nei rettilinei, per evitare che si staccasse colpendo qualcuno. Tutte le altre parti non potevo vederle, ero consapevole di avere un danno, ma non che si stessero perdendo dei pezzi. Rigraziando dio non è stato colpito nessuno”. Nell’era social ormai i piloti devono dare più risposte ai loro followers che ai giornalisti…

 

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Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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