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Il confine tra il fallimento e il trionfo, in Formula 1, è spesso sottile, al pari di una linea bianca sull’asfalto. Per Lando Norris, la stagione 2025 è stata il palcoscenico di una metamorfosi psicologica e sportiva che lo ha portato a vincere il Mondiale; ma il percorso verso il titolo è passato attraverso ciò che molti avevano definito un punto di non ritorno: il “folle” incidente nel Gran Premio del Canada.
A poche tornate dal termine della gara del Gilles Villeneuve, il britannico si trovava nel pieno di una serrata lotta fratricida con il compagno di scuderia. Con il podio a portata di mano, il pilota di Bristol ha tentato una manovra disperata sul rettilineo, finendo quasi per speronare la vettura gemella. Il risultato? Ritiro per la McLaren numero 4 e 12 punti preziosissimi gettati al vento in un colpo solo. La solidità mentale di Norris è stata messa sotto accusa: si parlava di un pilota veloce, ma incapace di gestire la pressione.
Tuttavia, è proprio da lì che è iniziata la vera scalata di Norris. Invece di crollare. l’inglese ha saputo trarre insegnamento dal proprio errore, dimostrando una resilienza che ha sorpreso il paddock. La sua rimonta nella seconda parte di stagione è stata implacabile, culminando nel raggiungimento del titolo mondiale con sole due lunghezze su Verstappen.
Johnny Herbert, ex piota di F1, ha elogiato la crescita del neocampione: “Norris è cresciuto enormemente lo scorso anno. Ha imparato a frenare gli impulsi che lo portavano a prendere decisioni folli in pista” ha spiegato Herbert durante il podcast Stay on Track. L’incidente canadese, secondo Johnny, è stato il catalizzatore necessario: “Dagli errori si impara, si diventa più forti. Non credo abbiamo ancora visto il miglior Norris; c’è ancora molto potenziale da esprimere”.
La vittoria del Campionato non rappresenta solo un traguardo personale, ma un cambio di paradigma per le McLaren. Sebbene la gestione interna della rivalità con Piastri non sia stata sempre perfetta, Norris ha dimostrato di poter essere l’uomo di punta, capace di riportare il titolo a Woking. Ora, con il numero 1 virtuale sulla scocca e un’energia rinnovata, il britannico si affaccia al futuro con una consapevolezza diversa: il “folle” errore di Montreal non è più una macchia indelebile, ma il momento esatto in cui un talento cristallino si è trasformato in un Campione del Mondo maturo.
Andrea Provenzano