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Il Gran Premio del Giappone ha riservato uno dei momenti più concitati della stagione: Oliver Bearman è stato protagonista di un violento incidente da 50G alla curva 13, dopo essersi ritrovato a chiudere rapidamente sul retrotreno della Alpine di Franco Colapinto. I due si avvicinavano alla staccata a velocità sensibilmente diverse, e il pilota della Haas non è riuscito a rallentare in tempo. Costretto a portare la monoposto sull’erba, Bearman ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro le barriere. Alla fine, è uscito dall’abitacolo visibilmente dolorante, con una vistosa zoppìa al ginocchio.
Nonostante la dinamica dell’incidente sia stata in parte riconducibile alle circostanze, il giovane britannico si è assunto parte della responsabilità. Il team principal della Haas, Ayao Komatsu, ha raccontato lo stato d’animo del pilota: “Se la sta prendendo con sé stesso”. “Dice ‘avrei potuto fare meglio, non ci sono scuse’. Ma se guardi la situazione, una differenza di chiusura di 50 km/h è enorme”.
Tuttavia, la vicenda ha riaperto un dibattito che in Formula 1 covava già da tempo. Diversi piloti avevano avvertito che i nuovi sistemi di recupero ed erogazione dell’energia introdotti quest’anno avrebbero prima o poi causato un episodio serio. Bearman sapeva di avere un vantaggio in quella zona del circuito e ha deciso di sfruttarlo, ma la differenza di velocità generata dal boost è risultata troppo elevata da gestire.
Komatsu ha riconosciuto che il problema va affrontato, invitando però a non prendere decisioni affrettate. “Non voglio dare una risposta di pancia”, ha dichiarato. “Con i diversi costruttori di power unit, i profili di erogazione sono molto differenti. Dobbiamo rifletterci con calma”. Intanto, il team principal ha tirato un sospiro di sollievo: il ginocchio di Bearman non ha riportato danni gravi, e il pilota è già proiettato verso i prossimi appuntamenti del campionato.