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Ayrton Senna

Imola, 1° Maggio 1994: la Formula 1 cambia per sempre

Il weekend nero della Formula 1

Il GP di Imola del primo maggio 1994 fu uno dei più tragici della storia della Formula 1. Tutta la sfortuna sembrava essersi concentrata in quel weekend. Ayrton ad Imola deve per forza trovare il punto di svolta. Soprattutto dopo il ritiro nei primi due GP della stagione e la presenza di Schumacher in cima alla classifica piloti.

Il venerdì di prove libere, per la TV Francese, Ayrton effettua un giro di pista, spiegando come affrontarlo. Non appena accesa la radio, la prima frase che dice è la seguente: “per cominciare, un buongiorno al nostro amico Alain, mi manchi Alain!”. Poi continua la spiegazione in lingua francese. Una frase che lasciò gli ascoltatori increduli.

Barrichello spicca il volo

Nel pomeriggio di venerdì proseguirono le prove libere, e Barrichello fu vittima di un brutto incidente. Il pilota finì infatti fuori pista ed impattò violentemente contro le barriere, capovolgendosi un paio di volte. Per fortuna, riportò “solo” una costola incrinata e la rottura del braccio destro. Ma questo fu solo l’inizio. Purtroppo la sfortuna non è cieca, anzi ci vede benissimo, e al sabato di qualifica successe l’impensabile.

Imola 1994: la prima tragedia

Roland Ratzenberger, pilota Simtek n. 32, al suo terzo GP di Formula 1, durante il giro di lancio perse la parte superiore sinistra dell’alettone anteriore e si schianta drasticamente alla curva Villeneuve, ad oltre 314 km/h. L’impatto fu violentissimo, Roland venne estratto immediatamente dalla monoposto, ma morì subito dopo l’arrivo all’ospedale maggiore di Bologna.

©sportmediaset.it

Tutti i piloti rimasero chiusi nei box, nessuno uscì più in pista. Senna non si da pace, tanto da maturare l’idea di non partecipare al GP il giorno successivo, investito da paura, ansia, angoscia e insicurezza. Tutto ciò che fa emergere la morte di una persona. Se Roland fosse deceduto in pista, la gara sarebbe stata annullata. Ma così non fu.

Primo Maggio 1994: lo spettacolo continua

Dopo una notte di riflessioni, Ayrton è pronto per la gara. Posizionato in pole position, l’espressione sul suo volto dice tutto. E’ completamente concentrato e immerso nei suoi pensieri. La pit-line è invasa come sempre da addetti, meccanici e cronisti, ma Senna resta li, nella sua monoposto, in silenzio. Sembra un presagio, come se già lui conoscesse il suo destino. Il peggio, infatti, doveva ancora arrivare.

©newsgp.it

Allo start si verificò un tamponamento con i piloti delle ultime file, tanto che i detriti volarono sulla folla, causando anche dei feriti. Gara sospesa. Alla seconda partenza, il Brasiliano tiene la testa della gara ma, al settimo giro, avvenne la tragedia. Senna impatta a circa 211 km/h contro il muro della curva tamburello a causa della rottura del piantone dello sterzo. La violenza dell’impatto gli procura una frattura da decelerazione, causando lo staccamento della base cranica mentre la sospensione gli perforò la parte frontale destra della testa.

La monoposto è distrutta, e lui giace immobile al suo interno. Un lieve movimento della testa fa pensare che forse è ferito, ma ancora vivo. I soccorsi arrivarono alla velocità della luce e Ayrton venne estratto dalla vettura e trasportato in elicottero all’Ospedale Maggiore. Purtroppo, però, il suo cuore smette definitivamente di battere qualche ora dopo a causa dei traumi riportati. Ad Imola, quel primo maggio 1994, il tempo si fermò.

©corriereromagna.it

Il mondo saluta per sempre Ayrton Senna

Con l’annuncio della sua morte, un silenzio assordante fece da eco. I giornalisti erano increduli, i tifosi ancora di più. Il vincitore del GP di Imola 1994 è Schumacher ma ciò passa in secondo piano. Nonostante la gara è portata a termine, nessuno ha voglia di  festeggiare.

La perdita di due piloti in un weekend è troppo grave. Un fine settimana tremendo, indimenticabile, che scuote il mondo del Motorsport in un’epoca dove si pensava di aver raggiunto la massima sicurezza in pista. Nei giorni successivi, i piloti, estremamente spaventati, si chiedono se la tragedia si poteva evitare, se i circuiti sono sicuri e se è possibile migliorare le monoposto.

In questi decenni molte regole sono state modificate, così come le vetture e i circuiti, per ridurre al minimo gli incidenti. Soprattutto quelli  mortali. Il 5 maggio 1994, il tre volte iridato venne sepolto nel cimitero di Morumbì, nella sua amata San Paolo, dove riposa tutt’oggi. Sulla sua tomba è posata una lapide riportante la frase Niente può separarmi dall’amore di Dio”, per ricordare la vicinanza di Ayrton a Dio.

©f1world

Il 26 aprile 1997, ad Imola, è stata inaugurata la  statua dedicata al Campione, posata nel parco delle Acque Minerali a ridosso della curva del Tamburello. L’opera in bronzo è stata realizzata dallo scultore Stefano Pierotti di Pietrasanta.

©f1world.it

Ayrton Senna ci lascia un grande eredità, raccolta ancora oggi dai piloti più giovani. Resta un’ icona, il pilota da eguagliare e da ammirare. Determinazione, impegno e costanza erano le  parole sempre presenti nella sua vita. Con la grande fede in Dio che lo ha accompagnato fino alla fine. Il GP di Imola del 1° maggio 1994 non verrà mai dimenticato.

-Sara Caprotti-

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Redazione