© Redbull Racing Content Pool
Il ritiro di Hadjar dal GP d’Australia è stato causato da un guasto alla power unit Red Bull. Un epilogo amaro per quello che sembrava un debutto da ricordare. Il francese aveva conquistato la terza posizione in qualifica. Prestazione notevole, considerando che Verstappen era uscito a muro già nel primo Q1, per poi rimontare fino alla sesta piazza in gara.
Le verifiche interne al team proseguono in vista del Gran Premio di Cina. Il team non ha ancora stabilito quali componenti della power unit reintegrare nel pool stagionale del francese. La questione pesa: la Red Bull utilizza per la prima volta un’unità di potenza sviluppata internamente dalla divisione Powertrains, con tutti i rischi che una tecnologia inedita comporta.
Hadjar era scattato dalla terza casella senza carica nella batteria. Lo scatto era stato comunque eccellente. La monoposto puntava la testa della corsa, pronta a soffiare la posizione alle Mercedes di Russell e Antonelli. Poi, nel momento in cui la leadership sembrava a portata di mano, la vettura ha perso completamente potenza.
«La partenza è stata fantastica. Stavo prendendo la testa facilmente, poi niente più potenza. Il motore suonava in modo terribile. Sapevo che non avrei finito la gara. Peccato, penso che sarei stato in lotta con Lewis», ha dichiarato Hadjar.
Il pilota ha chiarito che la mancanza iniziale di carica non era collegata al guasto. Si tratta di scenari nuovi, difficili da simulare nei test e nelle prove libere, dove le power unit subiscono sollecitazioni minori rispetto a un weekend di gara.
In pista, Hadjar ha duellato brevemente con il debuttante della Racing Bulls Lindblad. Lo ha definito ironicamente il suo «unico momento da ricordare della giornata». Nonostante il ritiro, il francese ha mostrato zero errori per tutto il weekend. Un inizio promettente, rovinato da una power unit ancora da affinare