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La scelta di Pirelli ha sorpreso molti osservatori: il fornitore unico della Formula 1 effettuerà i test dei nuovi pneumatici full wet 2026 in Bahrain, uno dei circuiti più caldi e secchi dell’intero calendario. Una decisione che, a prima vista, appare controintuitiva, ma che nasce da esigenze tecniche ben precise legate allo sviluppo delle nuove mescole.
Pirelli vuole migliorare in modo concreto le prestazioni degli pneumatici full wet, spesso criticati dai piloti nelle ultime stagioni per la loro limitata efficacia e il ridotto utilizzo in gara. Per farlo, l’azienda italiana ha cercato un tracciato capace di mettere realmente sotto stress le gomme, anche in condizioni artificialmente bagnate.
Circuiti come Fiorano, Paul Ricard o Magny-Cours dispongono già di sistemi di irrigazione avanzati, che consentono di simulare facilmente la pioggia. Tuttavia, questi tracciati non garantiscono lo stesso livello di usura offerto dal Bahrain International Circuit. Il circuito di Sakhir presenta un asfalto particolarmente abrasivo, che aumenta il degrado e permette ai tecnici di analizzare meglio il comportamento delle mescole in condizioni estreme.
Mario Isola, responsabile motorsport di Pirelli, ha spiegato che il circuito ha trovato una soluzione per bagnare l’intera pista, anche senza utilizzare i tradizionali sistemi con serbatoi. Questo permetterà ai tecnici di raccogliere dati preziosi su una superficie altamente severa, una situazione rara nei test sul bagnato.
Isola ha sottolineato anche l’importanza della costanza del livello d’acqua. Differenze nella quantità d’acqua presente sull’asfalto potrebbero influenzare i risultati più delle modifiche tecniche apportate agli pneumatici. Per questo motivo, il controllo delle condizioni della pista rappresenta un elemento fondamentale per la riuscita del test.
Negli ultimi anni, i team hanno utilizzato raramente gli pneumatici da bagnato estremo. Spesso, quando la pista inizia ad asciugarsi, le squadre preferiscono montare direttamente le gomme intermedie per ridurre il numero di soste ai box e mantenere un vantaggio strategico.
Pirelli vuole cambiare questo scenario. L’azienda punta a ridurre il divario prestazionale tra pneumatici full wet e intermedi, rendendo la mescola da bagnato più competitiva e utilizzabile in un numero maggiore di situazioni.
Il test in Bahrain rappresenta quindi un passaggio chiave nello sviluppo delle gomme 2026. Pirelli sfrutta le caratteristiche uniche del circuito per raccogliere dati realistici e migliorare un elemento fondamentale per la sicurezza e la competitività della Formula 1.