Credits: Formula 1 Twitter
L’ormai consueto appuntamento con Formula 1: Drive to Survive è giunto alla sua quinta edizione. Il focus si concentra subito a Sakhir, in Bharain, per il primo round del Mondiale 2022. A emergere immediatamente sono le difficoltà di una Mercedes ancora scottata dall’incredibile finale di Abu Dhabi di qualche mese prima. Team di Brackley che tornerà ad essere protagonista più in là con il proprio boss, Toto Wolff, impegnato nella lotta al porpoising. Il manager austriaco non perderà occasione per farsi sentire nei confronti dei colleghi, con qualcuno di loro che si mostrerà piuttosto divertito.
Avvenimenti immancabili saranno lo sforamento del budget cap da parte di Red Bull, oltre ai numerosi errori strategici compiuti dal muretto Ferrari. E infine, come non dedicare un episodio anche al clamoroso misunderstanding di Alpine sul fronte Alonso-Piastri? Al suo interno contenuti inediti come i dialoghi privati fra Otmar Szafnauer e Andreas Seidl, in lotta per assicurarsi l’australiano nel 2023.
Come gli stessi responsabili hanno tenuto a precisare, Drive to Survive non è un documentario ma bensì un prodotto che ha come obbiettivo l’avvicinare nuovi fan alla massima serie automobilistica. Spesso però ciò avviene anche tramite avvenimenti spettacolarizzati per attirare l’attenzione di chi guarda. Proprio questo è stato il principale motivo per cui Max Verstappen non è apparso nelle stagione precedente. L’olandese ha poi cambiato idea a seguito di un chiarimento con i produttori.
Un esempio lampante lo si evince durante il GP a Silverstone con l’incidente di Guanyu Zhou, sul quale ci si sofferma per parecchio tempo con infiniti replay e suspense prima di rivelare l’esito dell’impatto. I “veterani” di DTS si saranno accorti che quello utilizzato è esattamente lo stesso copione seguito per raccontare il drammatico botto che vide protagonista Romain Grosjean nel 2020. Al contrario alcuni eventi ai quali sarebbe stato doveroso dedicare maggiore attenzione sono stati invece “liquidati” con scarsa visibilità, come l’addio al Circus di Sebastian Vettel.