© Red Bull Content Pool
Il debutto in pista a Barcellona e il primo filming day della Racing Bulls a Imola hanno segnato l’inizio ufficiale di una nuova epoca: quella di Red Bull-Ford Powertrains. Un progetto ambizioso, nato dalla visione di Christian Horner ma oggi alimentato da una nuova leadership tecnica. Secondo Mark Rushbrook, direttore di Ford Performance, il successo di questa collaborazione passerà inevitabilmente attraverso la competenza ingegneristica di figure chiave come Laurent Mekies, capaci di tradurre le esigenze dei piloti in soluzioni meccaniche d’avanguardia.
Sebbene il volto attuale della scuderia stia evolvendo, Rushbrook non dimentica il ruolo cruciale di Christian Horner nella nascita di questa partnership. Dopo il naufragio delle trattative con Porsche, che pretendeva un controllo paritario, è stata la determinazione di Horner a spianare la strada al colosso di Detroit.
“Christian merita grande rispetto per ciò che ha costruito in vent’anni,” ha dichiarato Rushbrook. Horner è stato il principale sostenitore della produzione di motori “in-house”, stanco di dipendere dalle decisioni esterne di fornitori come Renault o Honda. La sua intuizione di integrare perfettamente la power unit nel telaio rimane la pietra miliare su cui poggia l’intero edificio Red Bull-Ford.
Se Horner è stato l’architetto politico, Laurent Mekies rappresenta il braccio armato del nuovo corso. La sua competenza ingegneristica è stata citata esplicitamente come uno dei motivi principali della sua ascesa nel team, una qualità molto apprezzata anche da Max Verstappen.
Per Ford, avere al comando un uomo che parla il linguaggio dei tecnici è un vantaggio competitivo fondamentale. Rushbrook sottolinea come Mekies, pur non occupandosi direttamente dei calcoli di dettaglio, possieda la sensibilità necessaria per supportare figure come Pierre Waché e Paul Monaghan. “Laurent capisce cosa serve per far andare forte l’auto,” spiega Rushbrook, “quando un progetto deve essere approvato, ha gli strumenti per comprenderne immediatamente il potenziale“.
L’ascesa di figure con una solida competenza ingegneristica ai vertici delle scuderie non è un caso isolato, ma riflette un trend consolidato nel motorsport moderno. Lo stesso Rushbrook rivede nel percorso di Mekies la propria esperienza in Ford Performance.
Gestire un team di corse oggi non è più solo una questione di marketing o comunicazione, ma richiede una comprensione profonda della vettura. In questa nuova era tecnica, dove ogni millesimo di secondo è frutto di simulazioni complesse, la capacità di guidare i reparti tecnici con cognizione di causa sembra essere il carburante segreto per mantenere il predominio in pista.
Articolo a cura di: Edoardo Ludovico Sirotti Gaudenzi