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Secondo fonti del paddock di Formula 1 di Shangai, questo fine settimana arriverà la conferma della cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita. La causa, nota a tutti, è la guerra in Iran. Le due gare sono in dubbio dall’inizio delle ostilità nella regione del Golfo, il 28 febbraio. A partire da quel momento, la FIA e la Formula 1 hanno continuato a monitorare la situazione insieme agli organizzatori e alle autorità dei circuiti di Bahrain e Jeddah.
Non sono però previste sostituzioni per nessuno dei due eventi. In tal modo, il calendario del campionato del mondo 2026 avrebbe solamente 22 gare, con un intervallo di quattro weekend liberi tra il Giappone e Miami. Nonostante le inevitabili ricadute commerciali, ciò che importa è la sicurezza.
Non ci sono segnali di miglioramento della situazione e i viaggi aerei sono ancora compromessi. Dunque, si è dovuta prendere una decisione per far sì che le squadre e le altre parti interessate avessero la possibilità di affrontare i problemi logistici relativi al trasporto merci e al viaggio del personale. Da calendario, si doveva partire dal Giappone dopo la gara di Suzuka per poi raggiungere il Bahrain e proseguire infine verso Jeddah. Ora, il trasporto verrà dirottato a Miami.
Organizzare questo trasferimento risulta però molto complesso. Considerate le quattro settimane di pausa dalle gare, si sta discutendo se il trasporto avverrà direttamente in Florida o se prevederà una sosta intermedia in una struttura a temperatura controllata. I team potrebbero anche avere la possibilità di riportare autonomamente i loro telai da gara in Europa prima di inviarli a Miami.
Un’ulteriore complicazione per i team di Formula 1 è l’aver lasciato il carico via mare a Sakhir dopo i test in Bahrain, dove tutti i box sono ancora completamente allestiti. Inoltre, Pirelli, McLaren e Mercedes, rimaste in Bahrain per un test pneumatici annullato a causa dell’inizio delle ostilità, hanno lasciato sul posto ancora più materiale.
Alcune attrezzature per il trasporto marittimo sono già a Jeddah, ma sono ancora imballate in casse, quindi potrebbe essere più facile spedirle altrove. I team solitamente utilizzano più convogli di attrezzature per il trasporto marittimo in giro per il mondo, quindi dovranno trovare soluzioni alternative per le gare che avrebbero dovuto essere servite dai convogli ora bloccati in Medio Oriente.
I team dovranno modificare i programmi di progettazione e produzione degli aggiornamenti. Infatti, i nuovi componenti, originariamente destinati al Bahrain e a Jeddah, saranno posticipati a Miami. Avranno un intero mese a disposizione per concentrarsi su ricerca e sviluppo ed elaborare i dati delle prime tre gare. Inoltre, la cancellazione di due gare implica anche che il test sul rapporto di compressione, previsto per il 1° giugno a Monaco, avverrà dopo cinque gare anziché sette.
I team principal di Formula 1 non hanno commentato più di tanto la situazione in Bahrain e Gedda e le possibili implicazioni. Hanno però ribadito la loro fiducia nella FIA e nella Formula 1 affinché prendano le decisioni giuste. “Credo che seguiremo le indicazioni della FIA e della Formula 1, come abbiamo sempre fatto“, ha dichiarato il team principal dell’Audi, Jonathan Wheatley. “L’importante è la sicurezza“.
Ha poi aggiunto: “Uno degli aspetti più importanti del business è la logistica, non solo per quanto riguarda i componenti, ma anche per il personale che li trasporta in tutto il mondo. I team sono bravissimi in questo. Se dovesse succedere qualcosa in tal senso, si tratterebbe solo di un piccolo intoppo, che si risolverebbe. Onestamente, non vedo veri problemi“. Non resta dunque che attendere il fine settimana per avere il verdetto finale.
Sara Venturelli