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Dichiarazioni

Vasseur sulle procedure di partenza del 2026: “Era noto da tempo”

Vasseur sorpreso dalle proteste per le procedure di partenza

Il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, è rimasto sconcertato quando le procedure di partenza per la stagione 2026 sono state messe sotto esame. Questo è successo durante i test pre-stagionali e il direttore francese ha precisato che la necessità di gestire il ritardo del turbo era nota fin dal primo giorno. Infatti, la power unit Ferrari è stata progettata per affrontare le partenze “normali” della Formula 1, partendo dal presupposto che le procedure non sarebbero state modificate.

Con le nuove regolamentazioni, le vetture non presenteranno più l’MGU-H, ovvero il motore generatore collegato al turbocompressore. Siccome questo veniva utilizzato per attivare il turbocompressore a bassi regimi, il turbo lag (il tempo necessario affinché la turbina giri a piena velocità) è stato di fatto eliminato. Senza questo, ci vuole più tempo per far girare il turbo e, di conseguenza, il motore a combustione interna non ha la coppia massima necessaria per garantire la rapida partenza della monoposto dalla griglia.

Pare che la Ferrari abbia prodotto un turbocompressore più piccolo per ridurre l’inerzia della turbina, riducendo il ritardo complessivo e garantendo una partenza pulita. Questo perché la FIA non avrebbe modificato le operazioni di partenza nonostante le preoccupazioni sollevate durante il periodo di elaborazione del nuovo regolamento. Per motivi di sicurezza, però, la FIA ha aggiunto altri 5 secondi tra il raggiungimento della posizione in griglia e l’accensione del semaforo di partenza.

 

Vasseur: “Le scelte sulle procedure di partenza per il 2026 erano già note”

In esclusiva, ai microfoni di motorsport.com, Vasseur ha dichiarato di essere sorpreso da questa decisione della FIA. “Senza l’MGU-H era chiaro che il turbo lag sarebbe diventato un fattore da gestire, dalla guidabilità alla partenza in gara”“Questo è noto fin dal primo giorno. Quando si valutano le scelte per definire le linee guida di una power unit, non si tratta solo di pura potenza. Anche altri aspetti contano, e uno di questi è la partenza”, ha affermato.

“Ecco perché abbiamo preso determinate decisioni e la FIA è stata molto chiara fin dall’inizio nel non voler cambiare la procedura di partenza. Sono rimasto sorpreso quando questo argomento è riemerso in Bahrain”, ha specificato Vasseur. Ha poi aggiunto che la Ferrari ha fatto dei “compromessi” nel processo di progettazione per adattarsi alla situazione precedente. Questo anche se le vetture motorizzate Ferrari sembravano beneficiare, generalmente, di partenze più forti all’inizio della gara, nonostante il periodo di attesa di cinque secondi.

Esponenti di altri team avevano sottolineato la questione della sicurezza come motivazione alla modifica. Ciò a causa della possibilità di incidenti sulla linea di partenza qualora un pilota non reagisse a una partenza lenta della monoposto davanti, ma a questa ipotesi è associato anche un elemento di performance. “Posso dire che è facile chiedere a un pilota di segnalare un problema, ma in realtà era noto da tempo”, ha dichiarato Vasseur. “Quando si progetta un motore, si scende sempre a compromessi. Bisogna prendere delle decisioni.

 

Komatsu: “Giusti i cinque secondi extra”

Il team principal della Haas, Ayao Komatsu, il cui team utilizza motori Ferrari, ha ritenuto che l’esperimento di cinque secondi di attesa aggiuntivi abbia funzionato nel ridurre i previsti problemi di sicurezza. “Se si considerano queste prove di partenza, con l’utilizzo della luce blu per una sequenza di cinque secondi, si vede che ha funzionato davvero bene, ha espresso Komatsu.

“Considerando quelle partenze, i piloti sono riusciti a partire senza problemi. Quindi non credo che sarà un problema”. Ayao Komatsu ha poi concluso il suo discorso: “Inizialmente, senza quei cinque secondi extra, sarei stato d’accordo sul fatto che potesse essere un rischio per la sicurezza. Ma ora, con la fase di preparazione alla patenza, non vedo alcun rischio per la sicurezza”.

 

 

 

Published by
Gaya Spalazzi