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Senna: cinque storie in ricordo del Campione

L’indimenticato Campione brasiliano scomparso 26 anni fa sul tracciato di Imola, viene ricordato attraverso cinque momenti speciali.

Ayrton Senna, tre volte Campione del Mondo ed uno dei più grandi di tutti i tempi della Formula 1, a distanza di 26 anni dalla sua scomparsa, continua ad essere ricordato, amato, apprezzato per le sue imprese, i momenti che lo hanno reso una leggenda

Sono già trascorsi 26 anni da quel tragico 1° maggio 1994, nel quale uno dei più iconici piloti che la Formula 1 abbia mai conosciuto, ovvero Ayrton Senna perse la vita all’autodromo di Imola, nel corso dei primi giri del GP San Marino.

Nonostante gli anni passati, Ayrton Senna continua a vivere nella memoria e nei ricordi di tutti gli appassionati della Formula 1 e del motorsport in generale, dei piloti e di tutti coloro che in quegli anni hanno condiviso il loro tempo accanto a lui. La sua figura, le sue imprese, il suo modo di vivere le corse, il suo stile di guida, continuano ad affascinare, colpire anche coloro che non hanno potuto vederlo in diretta.

In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, come sempre non mancano iniziative per ricordarlo, e qui lo vogliamo fare cinque storie che narrano le gesta di Ayrton Senna.

IL MURO MOBILE DI DALLAS

Tutti noi conosciamo Senna, come un maestro nel suo mestiere, un pilota che ha speso la sua carriera in Formula 1 fino al limite. Uno dei più grandi esempi a questo proposito è il GP di Dallas 1984.

Era l’8 luglio 1984, fa molto caldo a Dallas. Ayrton Senna, all’epoca un esordiente e con già all’attivo 8 gran premi disputati con la Toleman. In Qualifica riesce ad ottenere la 6° posizione sulla griglia di partenza. In gara, nel corso del 47° giro mentre era in quarta posizione, Senna finì contro un muretto, causando alla sua monoposto danni costringendolo a ritirarsi. Nel debriefing al termine della gara, Senna tentò di far capire ai presenti che il muro si sia spostato, che non fosse nella stessa posizione in cui si trovava nel giro precedente.

Ricordando quell’episodio, Pat Symonds, all’epoca ingegnere di gara di Ayrton ha così raccontato: “A Dallas ha toccato il muro, danneggiando una ruota. Durante il debriefing esclamò “Non riesco a capire come abbia fatto a colpire quel muro. Il muro si sarà mosso”. Di fronte a qualsiasi altro pilota, tu gli avresti risposto “non essere maledettamente ridicolo”. Ma era così agitato che andammo a verificare il muro. I segni delle gomme, hanno dimostrato che qualcuno si è schiantato contro uno di quei blocchi di cemento, facendolo ruotare un po’”.

“Stava percorrendo con la sua macchina a pochi millimetri da quel muro, e quando il bordo si spostò di poco, lo colpì. Successivamente, ho pensato che quel ragazzo fosse al di là di qualsiasi cosa. Non mi era mai capitato una cosa simile prima,” ha poi concluso Pat Symonds.

IL PASSAGGIO IN AUTO DI MANSELL A SILVERSTONE

Uno dei momenti più iconici della storia della Formula 1, è quello di una leggenda che dà un passaggio ad un altro grande.

Quest’episodio accadde al GP di Gran Bretagna del 1991, vinto dal pilota locale Nigel Mansell con la Williams. La griglia di partenza vede, il pilota britannico partire dalla pole position, seguito da Ayrton Senna e da Riccardo Patrese. Al via il pilota brasiliano grazie ad un buon scatto, riesce a sopravanzare Mansell, mettendosi al comando della gara, prima di essere nuovamente superato dal pilota della Williams alla Stowe.

Mansell rimane in testa per tutta la corsa, ottenendo la vittoria, mentre Senna rimasto senza benzina durante l’ultimo giro, ottiene la quarta posizione. A completare il podio, Gerhard Berger ed Alain Prost.

Durante il giro di rientro, Mansell si fermò di fronte alla McLaren di Senna ferma a bordo pista, con il pilota brasiliano che si accomoda con un piede all’interno dell’abitacolo ed un braccio attorno al roll-bar della Williams, lasciandosi trasportare fino alla pit-lane… ma non prima di calciare un commissario per poter proseguire con il suo viaggio.

Ma, una leggenda può avere un pizzico di ingegno. Dopo essersi goduto il passaggio, la prima cosa che Senna fece è parlare con i suoi ingegneri, raccontandogli tutti i dettagli della monoposto di Mansell, disegnando una bozza dell’abitacolo!

GP BELGIO: SALVATAGGIO DI ERIK COMAS

Siamo nel 1992 e durante le prove libere del GP del Belgio, Erik Comas si schiantò con la sua Ligier alla Blanchimont, perdendo i sensi. Il motore era ancora acceso e quasi sul punto di esplodere. Senna accorse per primo sulla scena, si fermò e saltò sulla Ligier di Comas, spegnendo il motore per evitare che prendesse fuoco, tenendo salda la testa del pilota stabilizzando il collo, in attesa che arrivassero i paramedici.

Comas non gareggerà, ma fortunatamente grazie all’intervento immediato di Senna, ne uscirà senza gravi lesioni o qualcosa di peggio.

LAP OF THE GODS…IN PIT-LANE

Al GP d’Europa 1993 sul circuito di Donington, Ayrton Senna ottenne il “Lap of the Gods”, ovvero il giro più veloce (come venne coniato in quell’occasione), superando quattro piloti nei primissimi giri, trovandosi in testa della gara e vincendo ad 1’23”.

Nel corso del 57° giro, il pilota brasiliano entra in pit-lane, non vedendo i suoi meccanici pronti, riaccelera e torna in pista, senza fare il pit-stop. È stata una giornata caratterizzata dalla pioggia, con molti cambi gomme, e un problema di comunicazione tra Ayrton e la McLaren. In quegli anni, non c’erano i limiti di velocità in pit-lane, perciò Senna riuscì ad ottenere il giro più veloce.

Nel dopo gara, Ayrton Senna parlò dell’incidente: Il nostro sistema radio quest’anno, ha dei seri problemi, e non capisco molto ciò che loro (il team) dicono. Avranno aggiornato il sistema cittografico che ha intaccato la qualità del suono. È un peccato. Una buona comunicazione con il team è importante in una gara come questa”.

Successivamente, la verità sull’incidente venne a galla:Sapevo che quel percorso fosse veloce, così l’ho fatto come esperimento. Quando mi dissero che era il giro più veloce della gara, ho detto: “Ok, se Prost mi dovesse superare, lo supererò da dentro la pit-lane”, e così avvenne.”

SENNA E BERGER… ATTENTI A QUEI DUE

Gerhard Berger è stato compagno di squadra in McLaren di Ayrton Senna, con il quale ha instaurato una profonda amicizia. Insieme erano spesso protagonisti di scherzi.

Sono stati molti i momenti divertenti, con protagonisti i due amici, come quella volta in cui Berger mise una foto fallica nel passaporto di Senna o quando il brasiliano incollò le carte di Berger nel suo portafoglio.

Anche Ron Dennis, all’epoca boss della McLaren, non è sfuggito ai loro scherzi. Proprio Dennis, ricorda uno di quei momenti, quando a Monza soggiornava all’hotel Villa Este. Tornando nella sua camera, si trovò una nuova carta da parati fatta da immagini pornografiche.

“Inutile dire, che quando uno del gruppo tornò nella sua stanza, più tardi quella sera non c’era nulla, così ha raccontato con un sorriso Dennis a Reuters.

Ricordo le risate e il divertimento. Normalmente, ci sarebbero cose che meriterebbero schiaffi e non così divertenti. Specialmente quando si danneggiano cose altrui, come solitamente accadono con i bambini. Ma allo stesso tempo, c’era una bella sensazione all’interno del team”.

Ayrton Senna era ben lontano dall’essere felice nel corso del 1990, dopo aver perso il titolo nella stagione precedente a discapito di Prost, dopo essere stato squalificato a causa del contatto avvenuto tra i due al GP Giappone.

Per Dennis, portare nel team Berger, si è rivelato la chiave per togliere quella nuvola nera: “Gerhard mi diede la miglior arma per affrontare Ayrton, portando con sé umorismo all’interno del team. Non avevo mai visto ridere Ayrton, dopo aver sentito una barzelletta, prima dell’arrivo di Gerhard nel team e rivelandosi un enorme rompighiaccio”.

È arrivato all’estremo. Gerhard non ha limiti. Arriverà in un punto in cui  si rivelerà decisamente pericoloso. C’è stato un momento, quando eravamo all’Isola di Hamilton e stavamo facendo immersioni. Eravamo ad un certa profondità, quando Gerhard arrivò e staccò la mia aria. Pensava che fosse divertente.”

Dennis raccontò anche di quando in Australia, in occasione del suo compleanno, erano a bordo di uno yacht, quando venne spinto in acqua dai due piloti, e quando Ayrton Senna gli diede una busta con all’interno $ 10,000. Quella somma, era una scommessa persa da Senna in Messico: il brasiliano non avrebbe immaginato che Dennis fosse stato in grado di ingerire quel tubo di salsa estremamente piccante.

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Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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