Rosenqvist vince la Indy500 2026 su Malukas al fotofinish

Rosenqvist Indy500 2026

© Arrow McLaren IndyCar Team

Rosenqvist e la Indy500 2026: una vittoria da leggenda

Felix Rosenqvist ha vinto la Indy500 2026 in quello che rimarrà probabilmente il finale più clamoroso nella storia centenaria della corsa americana. Il pilota svedese della #60 di Meyer Shank Racing ha battuto David Malukas per soli 0.0233 secondi al fotofinish, stabilendo il margine più risicato tra il primo e il secondo classificato nella storia della 500 Miglia di Indianapolis. Un’impresa immensa per Rosenqvist, che non entrava in victory lane da sei anni — dall’ormai lontano GP di Road America del 2020.
La 110ª edizione della corsa più famosa d’America non ha deluso le attese: settanta cambi di leadership, sei caution, due interruzioni per pioggia, una bandiera rossa negli ultimi giri e una serie di incidenti che hanno ridisegnato più volte la classifica. Tutto questo ha contribuito a costruire una gara di rara intensità, con il finale che ha lasciato tutti senza fiato.

Una gara infinita tra pioggia, caution e colpi di scena

La corsa ha preso subito una piega movimentata. Alla bandiera verde, Alexander Rossi ha strappato la leadership ad Alex Palou, mentre alle loro spalle Malukas perdeva posizioni prima di recuperare. I primi cambi di posizione hanno anticipato quello che sarebbe diventato il tema dominante dell’intera giornata: nessuno al comando per troppo tempo, con il gruppo che si ricompattava a ogni interruzione e ridisegnava continuamente la lotta per la vittoria.
Al giro 19 è arrivata la prima caution, conseguenza del testacoda di Ryan Hunter-Reay e del successivo incidente di Katherine Legge contro le barriere interne: entrambi fuori dai giochi in modo prematuro. Nello stesso pit stop, molti piloti hanno anticipato la sosta, con Palou e Rosenqvist tra i primi a fermarsi. La seconda caution è arrivata quasi subito, al giro 27, quando Ed Carpenter è finito a muro dopo un contatto con Takuma Sato alla curva 1.
A metà gara la situazione si era fatta ancora più complicata. Al giro 92, i motori di Will Power e di Rossi hanno ceduto quasi in contemporanea, lasciando una striscia d’olio sul tracciato e privando la corsa di due protagonisti. Poco dopo, la pioggia ha fatto la sua comparsa anticipando i programmi: al giro 105 la direzione gara ha esposto la bandiera rossa, sospendendo temporaneamente la Indy500.
Alla ripresa, Malukas si è preso la testa della corsa sfruttando un ottimo restart, ma la pioggia è tornata al giro 116 costringendo a un’ulteriore neutralizzazione. Al giro 125, nuova partenza e nuovo caos: Josef Newgarden è finito in testacoda alla curva 4, sbattendo contro le barriere e chiudendo anticipatamente la sua gara.

Il finale che nessuno dimenticherà

Con una ventina di giri da percorrere, la lotta per la vittoria si era ridotta a un duello diretto tra Pato O’Ward e Felix Rosenqvist, entrambi in pista su strategie diverse. Il messicano di Arrow McLaren aveva meno carburante disponibile ed era costretto a gestire con lift and coast. Al giro 185, Rosenqvist ha rotto gli indugi ed è passato all’attacco, prendendosi la leadership della Indy500 2026. Tutto sembrava ormai definito, ma la gara aveva ancora un colpo di scena in serbo.
Caio Collet ha centrato le barriere di curva 2 con violenza, richiamando la sesta caution della giornata, trasformata poco dopo in bandiera rossa a soli otto giri dalla fine. Il gruppo si è ricompattato, con tutti i contendenti alla vittoria di nuovo vicini.
La ripartenza finale è stata caotica: Rosenqvist ha indugiato nel restart, e Marcus Armstrong ne ha approfittato per balzare in testa, seguito da Malukas. Ma un nuovo incidente — questa volta con protagonista Mick Schumacher, finito a muro alla curva 1 — ha chiamato l’ultima caution della gara. Si è potuto correre un solo giro sotto bandiera verde. Malukas ha superato Armstrong sul rettilineo, provando a costruire il margine sufficiente a resistere.
Non è bastato. Rosenqvist ha completato un giro all’esterno del proprio compagno di squadra e, nel momento decisivo, ha avuto la meglio nella drag race più emozionante dell’anno. Il fotofinish ha certificato 0.0233 secondi di vantaggio per lo svedese: il più piccolo nella storia dell’Indy500. Alle sue spalle, Malukas ha tagliato il traguardo in lacrime — consolato da un pubblico che lo ha applaudito a lungo, riconoscendo in lui l’eroe sconfitto di una battaglia titanica.

E dopo Rosenqvist anche un three-wide al traguardo della Indy500 2026

Anche la lotta per il terzo posto si è decisa all’ultimo metro: Scott McLaughlin ha preceduto Pato O’Ward per 0.0066 secondi in un incredibile three-wide al traguardo, con Marcus Armstrong quinto per 0.0155.
Più indietro, sesta piazza per Rinus VeeKay davanti al poleman Palou, frenato da una strategia non ottimale. A seguire Santino Ferrucci, Romain Grosjean e Takuma Sato nella top ten. Diciottesima posizione per Mick Schumacher, autore anche di un contatto con le barriere che ha influenzato l’esito finale della gara.
Le immagini di Rosenqvist che festeggia in pista con il team, mentre Malukas riceve il calore del pubblico americano, raccontano da sole tutto quello che è stata la 110ª edizione della 500 Miglia di Indianapolis: una gara indimenticabile, destinata a restare impressa nella memoria di chiunque l’abbia vissuta.
La IndyCar si sposta ora a Detroit per il Chevrolet Detroit Grand Prix, prossimo appuntamento del calendario.
Qui i risultati della Indy500 2026 che ha visto Rosenqvist trionfare.