© Mercedes F1 Team via X
“Adattarsi alle nuove regole del 2026, sarà tutta una questione di pratica e allenamento costante. Non abbiamo dubbi: Kimi, essendo giovane, non farà alcuna fatica“. Questa la recente dichiarazione rilasciata da Andrew Shovlin, ingegnere britannico del team Mercedes-AMG Petronas, ai media, tra cui RacingNews365. A favorire il giovanissimo Antonelli sarebbe una “qualità” dei ragazzi della sua età: il vantaggio riguarda lo stare al simulatore a sviluppare la vettura 2026.
A tal proposito Shovlin ha dichiarato: “Penso che tutti i piloti più giovani che sono cresciuti giocando sviluppino quella capacità mentale in più di guidare mentre parlano, prendendo in giro tutti gli altri che stanno giocando con loro. Aiuta avere quella consapevolezza di pensare mentre si guida, e la guida diventa secondaria. Questo libera la mente per pensare all’energia, alla strategia e a come sorpassare. Ma a lui piace guidare [il simulatore] e lo fa per tutte le ore necessarie, e questa è di gran lunga la cosa più importante“.
Evidenti dunque i vantaggi legati all’uso del simulatore. Infatti, nella nuova stagione che sta per arrivare, saranno dirimenti proprio la capacità di lettura della gara e di controllo del veicolo; il pilota avrà dunque un ruolo ancora più importante e farà davvero la differenza. Forte di questa speranza nel giovane pilota, l’ingegnere ha concluso il suo discorso lanciando una sfida alle squadre rivali: “Con Kimi abbiamo una marcia in più, crediamo che il suo talento unitamente alle sue capacità trasversali, apprese tramite l’allenamento e il gioco al simulatore, saranno decisive”.
Non solo simulatore. L’italiano, nel corso del 2025, ha dimostrato di saper apprendere qualcosa gara dopo gara. E ora si sta concentrando soprattutto sul suo ingegnere di pista, Peter Bonnington. Dopo un lungo rapporto con Lewis Hamilton, Bono ha preso Kimi sotto la sua ala. Insieme stanno lavorando sulla messa a punto grazie agli strumenti messi a disposizione da Mercedes.
“Poiché Kimi è in grado di descrivere a Bono esattamente il comportamento della vettura, Bono sa cosa fare”, ha affermato Shovlin. “Con il tempo, si può iniziare a spiegare come funziona tutto e i vari modi per bilanciare l’equilibrio meccanico della vettura durante il giro con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Questo concetto sta diventando sempre più chiaro per lui, e loro [i giovani piloti] iniziano a costruire una sorta di database del tipo ‘Quando ho apportato questa modifica, la macchina si è comportata così, quindi se so di avere questo equilibrio potrebbe essere un trucco utile da utilizzare?”. Dove migliorare? Le qualifiche! Ma quella è un’altra storia…
Sara Venturelli