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Il team di Milton Keynes contesta la decisione della FIA dopo il clamoroso ribaltamento del risultato di Monaco. Al centro della disputa, il principio di equità sportiva e il trattamento delle penalità già scontate in gara.
La controversia nata dopo il Gran Premio di Monaco è tutt’altro che conclusa. Red Bull ha confermato l’intenzione di presentare un appello contro la decisione dei commissari FIA che ha restituito a Pierre Gasly il terzo posto conquistato in pista, cancellando le due penalità da cinque secondi inflitte al pilota Alpine per eccesso di velocità in pit lane.
La revisione del risultato ha modificato nuovamente la classifica finale della corsa monegasca. Gasly è tornato sul podio, mentre Isack Hadjar, inizialmente promosso in terza posizione dopo le sanzioni del francese, è scivolato al quarto posto.
A chiarire la posizione della squadra è stato Laurent Mekies. Il team principal Red Bull ha spiegato che il ricorso non nasce dalla volontà di recuperare una posizione persa, ma dalla necessità di ottenere maggiore chiarezza regolamentare.
Secondo Mekies, il caso Monaco ha evidenziato una zona grigia nel sistema disciplinare della Formula 1. Alpine è riuscita infatti a far annullare le penalità dimostrando che un errore di misurazione nella corsia box aveva alterato i dati utilizzati per calcolare la velocità delle vetture.
Il problema riguarda però le conseguenze della decisione. Alcuni piloti hanno già scontato penalità durante la gara e il regolamento non prevede alcun meccanismo per compensare o annullare sanzioni già eseguite. Da qui la richiesta di Red Bull di ottenere una posizione ufficiale e definitiva su come affrontare casi simili in futuro.
L’origine della vicenda risiede in una discrepanza di 77 centimetri nella lunghezza di uno dei settori di rilevamento della pit lane. Un dettaglio apparentemente minimo che ha però falsato il calcolo della velocità media, portando diversi piloti a risultare oltre il limite consentito. Grazie alle nuove prove presentate durante il procedimento di revisione, Alpine ha convinto i commissari che Gasly non aveva effettivamente infranto il regolamento. Le penalità sono state quindi cancellate e il podio restituito.
Anche McLaren ha manifestato l’intenzione di contestare la decisione, mentre Mercedes continua a valutare possibili iniziative dopo le conseguenze subite da George Russell durante il weekend di Monaco.
Il caso rischia così di trasformarsi in un precedente importante per l’intero campionato. Più che il risultato di una singola gara, in gioco c’è la definizione di un principio fondamentale: come deve reagire la Formula 1 quando un errore del sistema altera l’esito sportivo di un Gran Premio.