Formula 1

Ralf Schumacher: anche i fratelli compiono gli anni

Celebriamo il quarantacinquesimo compleanno dell’ex-pilota Williams e Toyota con uno dei cognomi più pesanti del Motorsport

In occasione del quarantacinquesimo compleanno di Ralf Schumacher riviviamo tra gioie, dolori e paragoni scomodi la sua carriera in Formula 1

“Il primo deve imparare, il secondo nasce imparato”, così recita un famoso detto popolare napoletano. Chissà se Elizabeth Schumacher ne era a conoscenza in quel lontano 30 giugno 1975, mentre a Hürth dava i natali al “piccolo” Ralf. Forse così sperava Rolf Schumacher, già padre di un certo Michael, che da qualche anno sfrecciava sui kart a Kerpen sul circuito da lui gestito. Eppure, forse per uno scherzo del destino, o perché dei detti è sempre meglio non fidarsi, il primo nasce fin troppo imparato di suo.

Il secondogenito della famiglia Schumacher approda in Formula 1 nel 1997, in Jordan,  sei anni dopo la prima apparizione del fratello più grande. Già in svantaggio di due campionati mondiali rispetto a Michael, nei suoi primi due anni nella Massima Serie colleziona tre podi, senza mai andare oltre la seconda piazzola. Il turning point della carriera del tedesco coincide con il passaggio in Williams. Alla guida della monoposto del team di Grove Ralf colleziona 21 podi, 6 vittorie e 5 pole position. Nel 2002 si ritrova brevemente in testa al campionato piloti, mentre nel 2003 chiude la miglior stagione in carriera.

Il declino del teutonico inizia a Indianapolis nel 2004, quando durante il GP degli Stati Uniti impatta violentemente contro le barriere ravvicinate del circuito NASCAR. Trasportato in ospedale, sarà costretto a saltare le successive sei gare. L’anno successivo entra a far parte del progetto Toyota in quello che sarà bollato successivamente come uno dei fallimenti più costosi della storia del Circus. La scarsa competitività del mezzo nipponico obbliga Ralf a salpare per nuovi lidi dopo tre anni di tribolazioni. Il rifiuto da parte della McLaren e l’essere scartato dalla Force India ne sanciscono però la fine della carriera a solo un anno dall’abbandono dell’altro Schumacher.

PARENTI SERPENTI

Il mondo della Formula 1 trasuda di parentele celebri fin dai suoi albori. Il tipo più comune è quello tra padre e figlio, con il ruolo di più vincente da attribuire all’uno o all’altro a seconda dei casi. Eppure un altro grado di parentela è riuscito a vedere la bandiera a scacchi,  spesso in contemporanea. Nonostante siano state più rare nel corso della storia, sono comunque numerose le coppie di fratelli che hanno gareggiato insieme nella Massima Serie.

Anche se agli Hermanos Rodríguez è stato intitolato l’omonimo circuito, il duo che spicca su tutti gli altri è sicuramente quello formato da Ralf e Michael Schumacher, che insieme hanno collezionato 157 GP. Oltre a essere stati i primi parenti ad aver calcato insieme lo stesso podio nel ’98, nell’edizione 2001 del GP del Canada gli Schumacher Bros. non solo si assicurano la prima fila, ma chiudono anche primo e secondo. Quella fu l’unica occasione in cui Ralf riuscì a spuntarla sul fratello maggiore, al contrario delle altre quattro di podio condiviso.

Quello dei motori è però uno sport spietato, ingiusto alle volte, dove alla fine della giornata un singolo vince e gli altri perdono. Per quanto la narrazione di due fratelli che gareggiano insieme sia molto romantica e adatta allo storytelling, la realtà dei fatti è molto più crudele. E’ prassi comune comparare i fratelli, se poi lo si è del pilota più titolato della storia i paragoni sono purtroppo impietosi, come ha potuto sperimentare lo stesso Ralf.

IL PRIMO RIVALE E’ IN CASA

Guardando i soli numeri, quella di Ralf Schumacher è stata una carriera di tutto rispetto. Oltre alle 21 apparizioni durante la sua permanenza alla corte di Frank Williams il tedesco ne ha ottenute altri 6 tra Jordan e Toyota. Per quanto il cognome Schumacher sia indissolubilmente legato alla figura di Michael e ai suoi record, il passaggio di Ralf in Formula 1 non può passare di certo inosservato. Grazie ai suoi risultati, il team inglese ha infatti sfiorato il successo nel campionato costruttori per due anni consecutivi, mettendo in seria difficoltà le Rosse di Maranello.

La buona stella degli Schumacher, al contrario di quanto successo con Michael, non ha agevolato il percorso di Ralf nella Massima Serie. L’ex-pilota DTM ha sicuramente pagato scotto per il tempo passato in scuderie generalmente poco competitive e i gravi incidenti subiti nel corso degli anni, come quello del 2005 avvenuto, ironia della sorte, ancora una volta a Indianapolis. “Se dovesse capitarmi un altro incidente del genere sarei costretto a lasciare” – commentò all’epoca il diretto interessato. Accusato ingiustamente di essere meno performante del fratello a causa di una passione meno sentita, nelle categorie minori Ralf è riuscito a brillare più volte.  Vincitore alla sua prima apparizione nell’edizione ’96 della Formula Nippon, nel ’91 vince la NRW Cup e la Gold Cup, riuscendo a laurearsi campione nella German Junior Kart Championship l’anno successivo.

Avere un pilota di Formula 1 in famiglia non è cosa da tutti i giorni, ma averne addirittura due è quasi impossibile. Eppure gli Schumacher ci sono riusciti, e durante tutto il loro periodo in Formula 1 non si sono mai allontanati. Conosciuti entrambi per essere particolarmente scontrosi e competitivi, oltre che molto simili d’aspetto, i due sono sempre rimasti uniti, rappresentando sicuramente motivo d’orgoglio per il Motorsport tedesco e non solo. Come disse Michael dopo l’uno-due messo a referto in quel di Montreal nel 2001, “immagino mamma e papà saranno molto fieri di noi, oggi”.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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