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Michael Schumacher, campione nello sport e verso il prossimo

Il tedesco compie 52 anni. Un pilota odiato e amato in pista, e che da sette anni resta in un limbo a noi sconosciuto

Buon compleanno a Michael Schumacher, un pilota, un campione nello sport, dedito al lavoro, ma anche un uomo pronto ad aiutare il prossimo

Il 3 gennaio 1969 a Hürth, una cittadina situata a circa 9 km a sud-ovest di Colonia, da una modesta famiglia nasceva Michael Schumacher. All’età di 4 anni muoveva i suoi primi passi con i kart sul circuito di Kerpen, mostrando fin da subito una capacità e un talento da non sottovalutare.

Sono già trascorsi 7 anni dall’incidente avvenuto sulla neve, nella località sciistica di Meribel, che ha di fatto segnato la vita del tedesco. Durante questi anni non sono mai mancati dimostrazioni di affetto e supporto da parte di tutti, dai tifosi e dall’intero Circus. In occasione del suo compleanno, abbiamo pensato di raccontare il pilota dotato di una dedizione unica al lavoro, velocità, ma anche l’uomo dotato di un’acuta sensibilità.

Michael Schumacher ha avuto una carriera lunga e leggendaria, correndo per quattro team diversi, riuscendo sempre a stupire chiunque. Ha saputo emozionare, fatto sognare moltissimi appassionati, avvicinato altrettante persone alla Formula 1. Emozioni, ricordi rimasti indelebili non soltanto nel cuore dei Ferraristi, per aver riportato la Rossa alla vittoria.

I PRIMI ANNI CON QUALCHE OMBRA

Non è stata una carriera facile per Michael Schumacher, in Formula 1. È stato amato, odiato e criticato per le moltissime occasioni nelle quali non si è dimostrato corretto e tenero nei confronti degli altri piloti. Nei suoi primi anni, non risparmiava sportellate, colpi basse, parole grosse e qualche trucchetto per tagliare il traguardo davanti a tutti. Sono molti i rivali che hanno incrociato la propria carriera con quella del tedesco, come Ayrton Senna, Damon Hill, Jacques Villeneuve, David Coulthard, Mika Hakkinen.

Nel 1994 riuscì a vincere il titolo mondiale ai danni di Damon Hill, malgrado una squalifica per due gare dopo l’episodio di Silverstone, e la collisione avvenuta al GP d’Australia con il pilota della Williams. Una manovra che contestata, anche dal pubblico, in quanto Schumacher fu sospettato di aver volontariamente buttato fuori l’avversario.

Nel 1996 si trovò come avversario Jacques Villeneuve alla guida della Williams. I due in più occasioni sono stati protagonisti di ruotate, sfide corpo a corpo. Al GP d’Europa 1997, nella giornata decisiva per l’assegnazione del titolo, il canadese, partito male, rimonta e tenta un sorpasso all’esterno della Rossa, ma Schumacher nel tentativo di difendersi lo stringe sul cordolo colpendo la sua Williams. Da quello scontro, la Ferrari del tedesco uscì di pista rimanendo piantata nella ghiaia e con una sospensione danneggiata. Per il Kaiser arriva la squalifica, in quanto la manovra venne giudicata come volontaria e scorretta, motivo per cui fu estromesso dalla classifica piloti e condannato anche dalla stampa italiana e tedesca, nonché da molti tifosi.

Come non dimenticarci di quanto accaduto al GP del Belgio 1998 caratterizzato da forte pioggia e visibilità ridotta. In quell’occasione Michael Schumacher si trovò a dover doppiare David Coulthard. Lo scozzese nonostante lo sventolio delle bandiere blu non dava strada, ma ad un certo punto anziché accelerare, frenò bruscamente. Michael che era appena dietro, lo tamponò danneggiando irrimediabilmente la vettura. Il tedesco era visibilmente infuriato, andò a cercare Coulthard nel box della McLaren, sfiorando la rissa. Una reazione percepita altresì come un modo per Michael di giustificarsi con la Ferrari e non con se stesso.

SCHUMI E HAMILTON, I PILOTI PIU’ VINCENTI IN FORMULA 1

308 gran premi disputati, 91 vittorie, 155 podi, 68 pole position, 77 giri veloci, 1566 punti e 7 titoli iridati piloti. Michael Schumacher è considerato uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, e il più vincente nella storia della Formula 1. Questo almeno fino alla scorsa stagione, quando Lewis Hamilton ha ottenuto il suo settimo titolo, raggiungendo l’ex pilota tedesco. Il pilota della Mercedes, nel 2020 ha battuto anche il record di vittorie, salendo sul gradino più alto del podio per ben 95 volte. Ciò nonostante, per molti degli appassionati e tifosi soprattutto tra i Ferraristi, Michael Schumacher sarà sempre considerato il migliore, seppur alcuni di loro riconoscono il talento, la bravura di Lewis Hamilton.

CAMPIONE IN PISTA E NELLA BENEFICENZA

Il suo carisma e la sua gentilezza, hanno portato Schumi a essere anche nella beneficenza. Un pilota, soprattutto una persona riservata, ma in pole position anche nell’aiutare le persone in difficoltà. In pochi sanno che quando il giornalista Pepi Cereda, sempre inviato sulle piste per Mediaset, stava per andarsene nel 2001, Schumi pretese il suo numero di telefono per chiamarlo ogni giorno, in quelle ultime settimane. Per molti anni ha preso parte a quasi tutte le partite della Nazionale Piloti, il cui ricavato era devoluto in beneficienza. Dal 2002 è ambasciatore speciale dell’UNESCO, alla quale ha donato moltissime somme di denaro. Nel 2006 è diventato testimonial della FIA, per un progetto che riguarda la sicurezza stradale, lanciando “Think before you drive”, con l’intento di ridurre i casi di incidenti mortali. Nel 2013 aveva iniziato una partnership con Mercedes-Benz, con lo scopo di assistere la Casa di Stoccarda nel sviluppare i sistemi di sicurezza e comfort, e migliorare la sicurezza al volante.

Durante i FIA Awards 2020, il galà di fine anno organizzato dalla Federazione Internazionale dell’Automobile tenutosi a Ginevra, Schumi è stato premiato per il suo impegno nella beneficenza, proseguito sino ad oggi con varie iniziative, tra cui la “Keep Fighting Foundation” per aiutare le persone più sfortunate e nella sua stessa situazione.

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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