© Mercedes Press Area
Nelle ultime ore è circolata una notizia che ha scosso molti appassionati del Motorsport: la scomparsa di Hans Herrmann. 97 anni, figura di spicco dei primi anni della Formula 1, Herrmann è parte importante della storia della Mercedes. Il pilota di Stoccarda conta 17 gran premi in Formula 1, con un 3° posto nel Gran Premio di Svizzera del 1954 come suo miglior piazzamento. Gara chiusa alle spalle del suo compagno di squadra, il leggendario Juan Manuel Fangio e dietro la Ferrari dell’argentino Gonzalez.
I suoi maggiori successi, però, arrivarono nelle gare di Endurance, nelle quali vinse la Targa Florio nel 1960, la 24 Ore di Daytona nel 1968 e la 24 0re di Le Mans nel ’70. Proprio quest’ultima vittoria sancì la fine della sua carriera nel Motorsport dopo una promessa alla moglie di ritirarsi in caso di successo.
Nonostante venga ritenuto uno dei piloti più “fortunati” poiché riuscì a sopravvivere a incidenti molto gravi in un’epoca altamente pericolosa per gli sport motoristici, il suo incidente più famoso avvenne durante la Mille Miglia del 1954. Anno in cui Herrmann guidò la sua Porsche 550 Spyder sotto una barriera ferroviaria in procinto di chiudersi per evitare di dover aspettare il passaggio di un treno. Episodio a seguito del quale si fece recapitare una cartolina con la foto dell’incidente con su scritto: “Bisogna essere fortunati”. Frase da cui deriva il suo soprannome “Hans in Luck”.
Marcus Breitschwerdt, amministratore delegato della Mercedes-Benz Heritage GmbH, ha rilasciato delle dichiarazioni in seguito alla morte di uno dei primi rappresentati della loro Scuderia. “È con grande gratitudine che ricordiamo Hans Herrmann, un pilota eccezionale che ha avuto un’influenza decisiva nella storia di Mercedes-Benz. Membro della scuderia delle Frecce D’Argento nella metà degli anni 50, ha impressionati tutti noi con la sua velocità e maestria nelle gare. Il suo gran carisma e la sua passione per il Motorsport lo hanno reso molto popolare tra i fan e i colleghi piloti“, ha tenuto a dichiarare l’amministratore delegato.
Cipriano Cecoro