© Scuderia Ferrari HQ on X
Una clip di 46 secondi, il sorriso di Lewis Hamilton, la concentrazione di Charles Leclerc e in sottofondo il rombo prorompente del nuovo motore Ferrari: a Maranello, il 2026 prende vita. Nella giornata di venerdì 16 gennaio infatti, la scuderia ha svelato al mondo la sua nuova power unit tra tradizione e innovazione. Si accendono i motori e, in attesa della presentazione del 23 gennaio, la SF-26 comincia a farsi sentire. Ma cosa bisogna aspettarsi? Abbiamo lasciato nello scorso campionato, una Ferrari che faticava a decollare e ad adattarsi alle strategie dei competitor. Una stagione nera in cui, la scuderia di Maranello, non è riuscita a portare a casa nemmeno una vittoria.
Leclerc si è mostrato quello più incisivo del team nonostante difficoltà e strategie poco impattanti, mentre Hamilton non è riuscito a trovare quel feeling con la propria auto che in passato lo ha reso il pilota più vincente di Formula 1. Ma al di là delle chiare difficoltà, entrambi i piloti della Rossa, continueranno a dare il massimo. Quest’anno quindi la Ferrari porta con sé una grande responsabilità: quella di tornare a lottare tra i grandi, o almeno provarci. E, sebbene il rombo della nuova vettura possa essere rivelatore, saranno solo i test di Barcellona a dare un quadro più completo.
Il nuovo motore non svela solo il futuro della Ferrari, ma anche quello di Cadillac che, per la sua prima stagione, si affida alla scuderia di Maranello. Come dichiarat0 da Sergio Perez, la nuova vettura funziona e tutto va per il meglio. Secondo molti, con questa power unit si apre una nuova era per il Cavallino Rampante che si è dovuto adattare alle nuove esigenze regolamentari. Tra limiti di peso, aereodinamica attiva ed il necessario equilibrio tra termico ed elettrico, i team in passato non avevano nascosto le proprie preoccupazioni. Ma adesso è tempo di guardare al futuro e non c’è più spazio per i dubbi: una nuova, rivoluzionaria stagione della Formula 1 è alle porte e non resta da capire se si tratterà di un’evoluzione duratura o di un flop che richiederà nuovi correttivi.
di Greta Verderosa