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Domenica 01 settembre 2024
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Curiosità dalla Formula 1

Il dietro le quinte del debutto della Haas in Formula 1

Dietro le quinte del debutto della Haas in Formula 1 a 10 anni di distanza

Mentre Cadillac si prepara a scendere in pista, ricordiamo il debutto dell’ultimo team che ha esordito in Formula 1, la Haas, anch’essa americana. Fondata in seguito alle difficoltà di molte altre squadre negli anni precedenti, il team con sede nel Regno Unito ha scelto di avvicinarsi al circus instaurando una collaborazione con Ferrari. “La costruzione della prima monoposto nel 2016 ci ha distrutto. Ricordo di aver guidato dalla fabbrica Dallara all’aeroporto su un furgone con un gruppo di meccanici”, afferma Ayao Komatsu. Il team principal è stato uno dei primi assunti da Haas.

Il set up della monoposto del team statunitense fu rivoluzionario per la Formula 1. Durante i cinque anni precedenti al debutto della squadra, la categoria regina del motorsport vide fallire dei progetti e la scomparsa degli Stati Uniti senza neppure comparire in pista. Guenther Steiner ideò un modello che prevedeva, per il suo team, un importante affidamento sulla Ferrari. E affidò la costruzione delle altre parti della monoposto alla Dallara.

“È stata una sfida importante. Abbiamo avuto il vantaggio di collaborare con qualcuno di esperto. Non bisogna essere testardi, se c’è bisogno di aiuto bisogna chiederlo”, ha riferito Steiner. “Sono grato a Stefano Domenicali che ha creduto in quello che volevamo fare. Voleva evitare che si ripetesse la situazione delle altre squadre che hanno tentato di entrare”. Di conseguenza, il team risultava più piccolo rispetto ai rivali. “La cosa più importante è che le persone che si sono unite a noi, volessero fare il loro lavoro. Avevo bisogna di trovare le persone giuste, che volessero affrontare una sfida e la pensassero come me. E io non volevo un lavoro. Volevo intraprendere una missione”, concluse Steiner.

Un inizio complicato

Tuttavia, in quanto si trattava di una novità anche la scuderia di Maranello, la prima monoposto è nata dopo un percorso caratterizzato da problemi e difficoltà. Alla fine la VF-16 è riuscita a essere presentata. “Guardando l’auto tre giorni prima dell’avvio, ero convinto non ce l’avremmo mai fatta”, racconta Komatsu.

“È stato fantastico stringere una partnership con Ferrari. Tuttavia, non avevano fornito sospensioni, sistemi idraulici e tutte le altre parti di una monoposto come in questo caso.  Di conseguenza, nessuna delle due parti aveva esperienza nel settore. Ovviamente avevamo delle esperienze da rispettare e quando ti ritrovi con tre giorni di ritardo e un divario da colmare, non è una situazione facile. Alla fine ce l’abbiamo fatta, ma a esempio a Barcellona per i test, non avevamo il condotto dei freni”.

Il debutto della Haas a Melbourne

A pochi giorni dalla prima gara, prevista a Melbourne, al team statunitense mancava ancora definire le procedure e stabilire delle pratiche di lavoro. “Eravamo tutti esausti prima dell’inizio della stagione. Avevamo ancora tante cose da fare e delle scadenze da rispettare”, ricorda Grosjean. “La prima volta che sono entrato in questa squadra, era composta da un addetto stampa, un ingegnere e un tecnico delle prestazioni. Di conseguenza, avevamo tanto da recuperare.

Quanto è successo in Australia, ha superato le aspettative. Il grave incidente che coinvolse l’altro pilota della Haas, Esteban Gutierrez e Fernando Alonso provocò la bandiera rossa. Questo ha permesso al team di cambiare gli pneumatici a Grosjean, eliminando il pitstop in fase di gara permettendo al francese di stare davanti a diverse vetture. Riuscendo a tenerle dietro fino al traguardo. “Questa è come una vittoria per noi”, ha dichiarato in radio all’arrivo.  “Volevamo solo essere presenti e fare una buona gara. Qualsiasi fosse stato il risultato andava bene. Sapevamo non saremmo stati vicini alla prima vettura, ma l’importante era non rovinare tutto”, ha affermato l’ingegnere italiano.

In Bahrain arriva la conferma

Due settimane dopo, il pilota francese, riesce ad arrivare quinto, grazie a una buona strategia. Dopo tre pit stop, Grosjean è riuscito a essere tra i più veloci in gara. “È stato incredibile quanto quella gara sia stata veloce e la vettura funzionava benissimo, ha dichiarato. “È andato tutto per il verso giusto, ho dovuto solo spingere e andare avanti”.

L’ex pilota della Haas perse alcuni secondi a causa di un pit stop, ma grazie ai pneumatici nuovi è riuscito a recuperare le posizioni perse. “Questo è il sogno americano. È stato incredibile. Ci sono alcune cose che possiamo migliorare, come a esempio i pit stop e il set up, ma la quantità di lavoro che stiamo facendo è enorme. Ma questa è una ricompensa enorme”, ha dichiarato il classe 1986.

L’unico momento negativo del debutto della Haas in Formula 1 è stato il poco tempo per godersi il momento. “C’era la preoccupazione della gara successiva. A Melbourne c’è stato l’incidente di Gutierrez e la monoposto era distrutta. Di conseguenza, non ci siamo goduti abbastanza il momento”, ha commentato Steiner. “Avremmo dovuto goderci quell’ottimo risultato ma, la prossima gara era vicina e non eravamo pronti. Nelle prime cinque gare eravamo in modalità sopravvivenza” 

 

Published by
Ilaria Atzeni