© Aston Martin Formula One Team on Instagram
L’inizio dell’era tecnica 2026 si sta rivelando più complesso del previsto per Aston Martin F1 Team, protagonista di test pre-stagionali in Bahrain particolarmente difficili e unico cliente ufficiale della Honda. La monoposto britannica è risultata la più lenta in pista, completando appena 334 giri in sei giorni. Un numero nettamente inferiore rispetto ai rivali, causato da una serie di problemi tecnici e anomalie nei dati.
I guasti si sono susseguiti nel corso della settimana. Un problema alla power unit ha fermato la vettura per ore durante il mercoledì, mentre Lance Stroll è finito in testacoda sulla ghiaia dopo quello che è sembrato un malfunzionamento tecnico. Ulteriori criticità, tra cui un problema alla batteria, hanno limitato il lavoro in pista, lasciando il team con un chilometraggio ridotto e molte incognite ancora aperte.
Le difficoltà non riguardano solo l’affidabilità della macchina. Honda ha ammesso che la nuova power unit 2026 non ha ancora raggiunto il livello prestazionale sperato, chiarendo parte dei dubbi sul ritardo della AMR26. Il vero problema non risiede nelle progettazioni effettuate da Adrian Newey, come si sarebbe potuto pensare in un primo momento. Il miglior tempo registrato da Stroll (1’35”974) resta lontano dai riferimenti della concorrenza, e, addirittura, si trova a quattro secondi di distanza da quello di Charles Leclerc con la Ferrari.
Il direttore generale Honda Shintaro Orihara ha ammesso con franchezza: “Nel complesso, al momento non siamo soddisfatti delle nostre prestazioni e della nostra affidabilità”. Nonostante una settimana definita impegnativa, il costruttore giapponese sta già lavorando con le strutture di Sakura, Silverstone e Milton Keynes per individuare soluzioni e recuperare competitività prima dell’inizio della nuova stagione 2026.