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Il GP di Miami consegna un verdetto sempre più chiaro: la Formula 1 del 2026 ha trovato il suo nuovo padrone. E si chiama Kimi Antonelli. Sul circuito della Florida l’italiano domina con maturità impressionante, conquista la terza vittoria consecutiva e allunga nel Mondiale dopo una gara gestita da veterano, nonostante la pressione costante delle McLaren. Eccovi le nostre pagelle del GP di Miami.
Freddo, lucido, velocissimo. Parte dalla pole, sbaglia qualcosa nelle prime curve ma non perde mai il controllo della situazione. Quando la gara entra nella fase strategica, piazza il colpo decisivo con un undercut perfetto su Norris. Nel finale controlla gomme e ritmo senza mai dare l’impressione di essere realmente in difficoltà. A 19 anni guida già da leader assoluto.
La McLaren c’è, e lui pure. Aggressivo al via, competitivo sul passo e sempre incollato alla Mercedes numero 12. Gli manca però il dettaglio decisivo: il pit stop ritardato gli costa probabilmente la vittoria. Resta comunque una gara solidissima, forse la sua migliore del 2026.
Parte più indietro e costruisce il podio giro dopo giro. Nel finale si prende la scena con il sorpasso decisivo ai danni di Leclerc. Ha fame, ritmo e concretezza. La McLaren può contare su una coppia devastante.
Per oltre metà gara sembra il candidato al podio più solido dietro ad Antonelli. Poi il crollo nel finale: degrado, difficoltà nel gestire la Ferrari e quell’errore decisivo che spalanca la porta a Piastri. Resta comunque il migliore delle Rosse.
Anonimo. La Ferrari non lo aiuta, ma lui non riesce mai a lasciare il segno. Gara senza acuti, sempre ai margini della lotta vera. Da un sette volte campione del mondo ci si aspetta molto di più.
Weekend complicato. Il testacoda nelle prime fasi compromette subito la corsa e da lì è costretto a inseguire. Limita i danni con il quinto posto, ma la sensazione è che la Red Bull abbia perso terreno sia rispetto a Mercedes sia rispetto a McLaren.
Fa il suo senza errori. Meno brillante del compagno di squadra ma utile alla Mercedes per consolidare un’altra giornata perfetta. Gara ordinata, forse troppo prudente.
Leclerc illude, Hamilton sparisce. Sul passo gara la SF-26 continua a mostrare limiti evidenti nella gestione gomme e nella consistenza sul lungo stint. Il podio sfuma nel finale ed è una ferita pesante.
La macchina più completa del weekend insieme alla Mercedes. Strategia non perfetta con Norris, ma il ritmo è devastante. Con due piloti così, il titolo costruttori è un obiettivo concretissimo.
Tre vittorie consecutive per Antonelli e una macchina che funziona ovunque. La sensazione è che abbiano trovato un equilibrio tecnico superiore alla concorrenza. E con un talento generazionale al volante, il futuro è già arrivato.