2019Formula 1Gran Premio GiapponeStoria dei Gran Premi

GP Giappone 2019: l’asfalto storico del Sol levante

Il Gran Premio nel paese nipponico, è stato protagonista di momenti memorabili, che hanno segnato la storia di questo sport

Correva l’anno 1976, quando la Formula 1 arrivò in Giappone e in particolare ai piedi del monte Fuji, in piena stagione monsonica. Niki Lauda favorito alla corsa per il mondiale e James Hunt si diedero battaglia su un tracciato insidioso e completamente sommerso dalla pioggia. La Ferrari del campione austriaco, dopo soli due giri prese la strada dei box. Mauro Forghieri, direttore tecnico in quegli anni, cercò di convincere Lauda a dare la colpa al motore con la stampa, ma l’austriaco non cedette: “Dite la verità, dite che ho avuto paura!” rispose. Così, Hunt si ritrovò terzo e con il primo e unico titolo in mano.

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Nel 1977, James Hunt si aggiudicò la gara, tuttavia il Gran Premio, fu funestata dalla tragedia.
Nel tentativo di sorpassare Peterson al sesto giro, la Ferrari di Gilles Villeneuve urtò la ruota posteriore della Tyrrel: la monoposto del canadese spiccò il volo finendo oltre il guardrail e falciando il pubblico causando 2 morti.

Dopo 10 anni si ritorna a Suzuka nel nuovo circuito di proprietà della Honda, Nigel Mansell e la sua Williams sono i favoriti per il titolo. Durante le prove libere, però, il Leone è autore di un incidente: i forti dolori alla schiena impediscono a Mansell di prendere parte alla corsa. Gerard Berger taglia per primo il traguardo con la Ferrari, mentre Nelson Piquet festeggia la vittoria del campionato sul compagno di squadra Mansell.

La fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, sono all’insegna delle lotte fra Ayrton Senna e Alain Prost.
Tutto inizia con il GP del 1988, la McLaren arriva in Giappone dopo aver vinto quasi tutte le gare della stagione. Al via Prost scatta primo mentre Senna parte male e si ritrova 14°, ma arriva la pioggia e il brasiliano fa quello che gli riesce meglio: con una serie di giri veloci Senna agguanta Berger al secondo posto. Nel frattempo Prost ha problemi al cambio e viene anche rallentato nel doppiaggio a De Cesaris, alla è costretto a cedere: Senna vince la gara e il suo primo titolo iridato.

L’anno successivo la McLaren è ancora la scuderia da battere, ma i rapporti tra i due piloti sono sempre più tesi: Prost dichiara di non aver intenzione di far passare Senna in alcun modo!
Il brasiliano parte dalla pole davanti al francese, al via Prost si prende la prima posizione. Si arriva al 47° giro alla curva Casio: Prost mantiene la parola e chiude sul compagno di squadra, i due sono entrambi fuori.
Alain Prost scende dalla vettura convinto di aver il titolo in tasca, Senna, invece, si fa aiutare dai commissari rientra in pista e si prende la testa della corsa. Lo sforzo del brasiliano, però, è vano: Senna viene squalificato per essere stato aiutato dai commissari e aver tagliato la chicane al rientro in pista. Nella gara della discordia per eccellenza, la vittoria va a Nannini a tavolino; Prost dovrà aspettare il GP successivo in Australia per laurearsi campione del mondo.

Nel 1990 la questione è ancora aperta: si inizia dal sabato di qualifica quando Senna chiede che la pole venga spostata sul lato meno sporco della pista. formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieLa richiesta del campione viene accettata in un primo momento, successivamente Jean-Marie Balestre annulla il tutto!
Prost parte meglio, ma Senna è più veloce e, nel tentativo di sorpasso ai danni della Ferrari, i due si toccano e finiscono fuori pista. Questa volta è il brasiliano che ride per ultimo: Senna ottiene il suo secondo titolo e a vincere la gara è Piquet.
Sempre il Giappone regalerà a The Magic il suo terzo e ultimo mondiale, nel 1991.

Nel GP 1993 è ancora Ayrton Senna a imporsi, anche se il brasiliano deve vedersela con Eddie Irvine. Nel tentativo di superare da Hill, il nordirlandese si sdoppia e sorpassa Senna. Il tre volte campione è su tutte le furie, a fine gara irrompe nel box di Irvine e chiede spiegazioni, “Se eri così veloce potevi passare, chi te lo impediva?” risponde Irvine ed ecco che parte il cazzotto di Senna!

Risse finite, Mika Hakkinen (McLaren) che fa il bis in Giappone: prima nel 1998 e poi aggiudicandosi il mondiale nel 1999.

Per i successivi cinque anni l’imperatore giapponese è costretto ad inchinarsi difronte all’egemonia rossa: Schumacher (2000, 2001, 2002, 2004) e Barrichello (2003) porteranno la Ferrari sul gradino più alto del podio a Suzuka.

formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieNel 2005 il protagonista è Kimi Raikkonen: partito 17° con la sua McLaren, il finlandese compie una magnifica rimonta e taglia per primo il traguardo.
L’anno seguente sfuma la possibilità di un ottavo titolo per Schumacher, il tedesco è tradito dal motore della sua Ferrari e a vincere è Fernando Alonso in Renault.

Il Fuji torna ad ospitare il GP nel 2007, a trionfare è Hamilton (McLaren) davanti a Kovalainen (Renault) e Raikkonen (Ferrari). Fernando Alonso è protagonista di un brutto incidente al giro 41: quando sotto la pioggia, lo spagnolo perde il controllo della sua McLaren e sbatte contro le barriere.

Vettel si impone per due anni consecutivi in Giappone: prima nel 2009 dopo aver battagliato con Hamilton, poi nel 2010 davanti a Webber e Alonso.

formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieL’edizione del 2012 è quella degli addii: Schumacher saluta definitivamente la Formula 1 e Alonso il mondiale; la gara dello spagnolo finisce alla prima curva.

Il GP del 2014 è ricordato per il tragico incidente che coinvolse la Marussia Jules Bianchi, finita contro una gru entrata in pista per spostare la vettura di Adrian Sutil.

Nel 2015, Hamilton si è aggiudicato il secondo successo consecutivo a Suzuka, eguagliando Ayrton Senna come numero di vittorie.

L’anno successivo è il turno di Nic Rosberg. Il pilota tedesco sale a quota 23 vittorie e precedendo l’olandese Max Verstappen e il suo compagno di squadra Hamilton. Con questo podio l’inglese della Mercedes ottiene il suo centesimo podio in carriera.

Nel 2017 è ancora l’anno della Mercedes con Lewis Hamilton che si appresta a confermare la leadership nel campionato e ad un passo nel laurearsi campione del mondo per la quarta volta.

Passa un anno e la storia non cambia, la Mercedes è sempre la squadra da battere, anche se la Ferrari è sempre in agguato. Il resto è storia passata…

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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