2015Gran Premio MessicoStoria dei Gran Premi

GP del Messico: il gran ritorno

Il campionato, di fatto, è si è già concluso ma i motori delle monoposto di F1 non smettono di rombare e domenica scenderanno in pista in Messico per la terzultima gara della stagione 2015.
Il circus si appresta a mettere di nuovo piede nella terra dei Sombreros dopo ben 22 anni, si correrà sul circuito “Hermanos Rodriguez” situato nel parco Magdalena Mixhuca a Città del Messico .

Nonostante si siano corse solamente 15 gran premi, quella del Messico è sempre stata una gara determinante per il calendario della F1; infatti, solo i più grandi sono stati in grado di scrivere il loro nome nella storia di questo GP.
La storia del Gran Premio del Messico inizia proprio con il suo circuito, intitolato ai fratelli (hermanos in spagnolo) Ricardo e Pedro Rodriguez; due tra i piloti più talentuosi che questo paese e l’automobilismo possono vantare. I due iniziarono già da giovanissimi a mostrare le loro grandi doti, innanzitutto con il ciclismo, dove si imposero sui loro coetanei, poi con le moto, anche qui vincendo, fino a sviluppare la passione per la auto; negli anni 50 approdano nella categoria NART guidando una Porsche 550rs. Nonostante l’indiscusso talento dei due, quello che riesce a spiccare è proprio Ricardo, nel 1960 a 18 anni diviene il più giovane pilota ad aver mai preso parte alla 24ore di Le Mans arrivando addirittura secondo con André Pilette in Ferrari.
Il podio non passa inosservato a Maranello, così l’anno dopo Rodriguez diviene un pilota occasionale per la Ferrari, purtroppo dopo uno strepitoso secondo posto in qualifica è costretto al ritiro in gara a Monza. Il contratto vero e proprio arriva nel ’62, Ricardo colleziona un secondo posto nel GP di Pau, arriva quarto in Belgio e sesto al Nurburgring; ma dato il suo carattere irrequieto non si accontenta della F1, prende parte e vince la Targa Florio; nel frattempo sua fratello Pedro vince a Daytona nella serie NART.
Sempre in quell’anno si corre anche il GP di casa ed è l’occasione di una vita per Rodriguez; il Drake di Maranello però decide di non schierare le sue vetture in Messico quasi come se avesse qualche presentimento su ciò che sarebbe accaduto, ma Ricardo vuole a tutti i costi correre a casa sua, per questo è costretto a cercare un’altra vettura e trova una Lotus.
Durante le prove perde il controllo di quella vettura, forse troppo diversa dalla sua e si schianta alla curva Peraltada; la favola del più giovane e talentuoso dei fratelli Rodriguez finisce dove è iniziata, nella sua terra e fra la sua gente.

L’altro rimasto, Pedro, dopo l’incidente pensa di abbandonare le corse ma la passione e la voglia di correre è più forte; diviene un pilota di F1 a tutti gli effetti nel ’67 con la Cooper-Maserati, vince 2 volte: in Sudafrica nel ’67 e a Spa nel ’70. Fortissimo sul bagnato, nel ’68 vinse la 24ore di Le Mans accanto all’italo-belga Lucien Bianchi, il prozio di Jules.
Pedro viene descritto come una persona molto superstiziosa, portava sempre al dito un anello in ricordo del fratello Ricardo, nel 1971 lo perse e se ne fece rifare una copia; ma il messicano confidò ad un amico di non sentirsi più al sicuro senza quello originale, pochi mesi dopo perse la vita al Norisiring nel campionato Interserie. Dopo la morte dell’ultimo dei Rodriguez il Messico decide di rendere omaggio intitolando il circuito della capitale ai due fratelli; ma oramai la F1 aveva abbandonato il Messico; da una parte vi era il calo economico del paese e dall’altra i soldi non spesi per la manutenzione del circuito, solo la Nascar e qualche altra serie metteranno piede al Mixhuca.

Durante gli anni 60 per ben 3 edizioni il mondiale si gioca qui: nel ’64 tocca a Surtees, nel ’67 a Hulme e l’anno dopo Graham Hill straccia le speranze di un giovane Jackie Stewart; nel ’70 il GP va a Ickx ma il titolo viene assegnato postumo a Rindt.

Alla metà degli anni 80, la F1 accoglie un muovo pilota messicano: Héctor Rebaque, si spera che con il suo arrivo si possa ritrovare l’entusiasmo necessario per riportare il GP in Messico, ma per via dei pochi sponsor Rebaque è costretto al ritiro.
Finalmente nel 1985 si comunica il ritorno nella patria dei Nachos; la prima edizione dell’86 vede la prima vittoria di Berger su Benetton; nel ’90 sempre Berger è vittima di un gran sorpasso da parte di Mansell. L’anno dopo a salire sul primo gradino è l’italiano Patrese, mentre Il GP del 1992 è famoso per il violento botto di Senna alla Peraltada e in particolare per il primo podio di Schumacher, il quale però non ha mai vinto qui.


Dopodiché, ancora una volta il circus dice addio al Messico; nel 2007 girano voci di un possibile circuito nei pressi di Cancun ma ancora oggi rimane in cantiere.
In seguito si decide di ristrutturare il circuito dei fratelli Rodriguez e i lavori vengono messi nelle mani di Tilke; il quale attua modifiche sostanziali, tra cui la rimozione della famosa Peraltada.
Il GP del Messico torna sul calendario ufficiale nel 2015 e talaltro la griglia di partenza vedrà schierato Perez della Force India, mentre si attende l’ufficialità di Gutierrez come secondo pilota Haas, entrambi i piloti sono messicani.

Topics
Pubblicità

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close